L'Argentina di origine italiana

28-06-2018 | Editorial

Congratulazioni e tanti auguri al “nostro Sottosegretario”

Ha già iniziato il suo lavoro alla Farnesina il sen. Ricardo Merlo, nuovo sottosegretario agli Affari  Esteri  Al senatore Ricardo Merlo le nostre congratulazioni e tanti auguri di successo nella missione che ha appena intrapreso.

Congratulazioni perché si tratta del coronamento di una idea e di un progetto per i quali ha lavorato fin da giovane, basati nell’associazionismo nel quale Merlo è nato politicamente. Che cominciò a forgiare sotto l’ala di Luigi Pallaro e all’ombra della Feditalia, come parte di un gruppo di giovani discendenti convocati dall’associazionismo per ricevere il testimone, quando gli italiani dell’ultima ondata migratoria cominciavano ad avere i capelli bianchi.

Lui,  il primo della classe di quel gruppo, ha saputo accompagnare e sostenere il presidente della Feditalia, massimo esponente della comunità italiana in Argentina fino al Parlamento e fino alla fine della prima legislatura degli eletti all’estero. Poi ha spiccato il volo, ha costruito il suo Movimento associativo, ha convocato dieci anni fa ormai, tanti dirigenti, giovani e non, per dare struttura e caratura politica alla sua creatura.

E mentre a Roma hanno continuato a guardarlo senza capire cosa fosse l’associazionismo, in ogni elezione lui ha raccolto voti a mani piene battendo sempre i partiti romani nella sua America Meridionale, e con meno fortuna anche in altri continenti. Ha tentato varie strade e alleanze tattiche con esponenti dei partiti italiani, ha spiegato cos’è l’associazionismo e non ha mai smesso di reclamare a tutti i governi, di centrodestra o centrosinistra o anche “tecnici”, una politica per gli italiani all’estero, e i fondi necessari per implementarla.

Da anni però, ha capito che le battaglie in Parlamento non erano sufficienti. Perché gli eletti nelle file di chi era al governo, hanno votato secondo quanto decidevano le segreterie dei partiti romani, quasi sempre per tagliare i fondi per le politiche rivolte a “l’altra Italia” o per accontentarsi degli spiccioli del bilancio della Farnesina. E chi non era al governo (e Merlo col suo Maie è sempre stato all’opposizione) finiva per avere solo una presenza testimoniale in Parlamento.

Ora invece, è riuscito a sedersi in una poltrona del governo. Quindi congratulazioni e auguri per la sua missione.  

Una missione che certamente non sarà facile, particolarmente per quanto riguarda le politiche per gli italiani all’estero

Anzitutto perché sono anni che gli italiani all’estero attendono risposte concrete a problemi concreti, che Merlo, durante gli oltre undici anni durante i quali è stato deputato, non ha mancato di denunciare. E se durante l’ultimo governo Prodi - il primo che vide in Parlamento gli eletti all’estero - ci furono alcune decisioni favorevoli che aprirono la speranza di un cambiamento vero, tali porte furono prestamente chiuse a partire dalla crisi del 2008 che costrinse l’Italia a tagli su tagli per far quadrare il bilancio. E come non mancò mai di denunciare l’on. Merlo, i governi hanno sempre tagliato – tra l’altro – nei capitoli delle politiche per gli italiani all’estero. E questo, aggiungiamo noi, per due motivi: perché siamo lontani o comunque fuori dall’Italia per cui contiamo poco e perché chi ci ha rappresentanto non ha saputo, non ha voluto o non ha potuto difenderci come ci si aspettava, piegandosi alle logiche dei partiti di appartenenza che hanno occupato le stanze dei bottoni.

Ora però, nella stanza dei bottoni è arrivato lui, il senatore Merlo, frutto della sua grande capacità di costruire potere anche con pochissimi mezzi. E avendo conquistato nelle urne soltanto un senatore (lui stesso) e un deputato (il riconfermato on. Mario Borghese) è riuscito a costituire sia al Senato che alla Camera, una componente MAIE all’interno del Gruppo Misto, che offre al nuovo governo almeno sei voti in ogni ramo del Parlamento che, in particolare nel Senato, potrebbero rivelarsi fondamentali. Al punto che qualche giornale e qualche osservatore ha definito il nuovo governo un tripartito M5s-Lega-Maie.

Certo, il governo pentaleghista o gialloverde, come lo chiamano, non è molto popolare tra i grandi media internazionali che dipingono il governo italiano e in particolare il suo ministro dell’Interno e segretario della Lega Matteo Salvini, come un razzista, un uomo dell’ultra destra, che respinge i rifugiati e migranti irregolari salvati in mare, che vengono portati nei porti italiani. Media che però, non è detto che abbiano sempre ragione o che non giochino secondo i propri interessi o quelli dei paesi di origine. Invece – secondo i sondaggi e anche i resultati ottenuti domenica scorsa nel ballottaggio delle amministrative -  gli elettori hanno gradito il discorso del nuovo governo.

Comunque sia, proprio il governo che ha fatto un giro di 180 gradi nella politica di accoglienza dei migranti, ha nominato un figlio di emigrati italiani, sottosegretario agli Esteri nel governo italiano. Per occuparsi – tra l’altro - delle problematiche degli italiani all’estero.

“Lavorerò per l’Italia e per gli italiani all’estero. A chi mi ha votato e a tutti gli italiani nel mondo oggi rinnovo il mio impegno: il Maie è da sempre la voce degli italiani che vivono all’estero. Lavoreremo perché tutte le battaglie fatte in questi anni per rivendicare i nostri diritti diventino realtà. A cominciare dal rafforzamento della rete consolare”, ha spiegato il neo sottosegretario, il più votato nella Circoscrizione Estero ed unico tra gli eletti oltre confine ad aver fatto parte di quattro legislature.

Ora, seduto dall’altra parte del bancone, dovrà affrontare altre sfide per dare seguito a quanto annunciato. E come ha spiegato nell’intervista alla nostra TRIBUNA ITALIANA, la prima battaglia che dovrà combattere, sarà quella del bilancio, che lo vedrà impegnato nei prossimi mesi. Per poter affrontare le successive, quelle concrete, a cominciare da quella dei servizi consolari. Per continuare con tutte le altre tematiche e per aprire per il futuro dell’Italia l’imenso mondo italico che esiste oltre i confini nazionali.

Mirko Tremaglia, ministro degli Italiani nel Mondo,  lo conoscevamo come “nostro ministro”. Certamente di Ricardo Merlo possiamo dire senza dubbi che è il  “nostro Sottosegretario”.

Al “nostro Sottosegretario” i migliori auguri buon lavoro e di successo nella sua missione.

 

MARCO BASTI

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

 

 

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