L'Argentina di origine italiana

30-10-2018 | Attualitá

La forma della bellezza. Il Golfo di Napoli al centro di un ciclo culturale incentrato su 2000 anni di bellezza

Presentata dall’amb. Giuseppe Manzo, comprende diverse espressioni della cultura italiana nate o sviluppatesi lungo 2000 anni attorno al famoso Golfo. Illuminato dall’Afrodita di Capua, che sarà esposta nel Museo Nacional de Bellas Artes, il ciclo propone moda, gastronomia e teatro.

Da oggi si apre un ciclo di manifestazioni legate alle diverse espressioni della bellezza che si sono svilupate lungo venti secoli nei territori attorno al Golfo di Napoli. Presentato da Giuseppe Manzo, ambasciatore d’Italia in Argentina, il ciclo sarà illuminato da una protagonista di eccezione: l’Afrodita di Capua, capolavoro dell’arte greco-romana patrimonio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che l’ha inviata in prestito a Buenos Aires per essere esibita nel Museo Nacional de Bellas Artes dal prossimo 15 novembre al 17 febbraio 2019.

Durante la presentazione del ciclo, nel foyer del Teatro Coliseo, l’amb. Manzo ha ricordato che l’Italia è il paese che ha il maggior numero di siti Unesco patrimonio dell’Umanità, espressioni di una cultura incentrata sulla bellezza. Una cultura, ha ricordato il diplomatico, che negli ultimi dieci anni ha fruttato all’Italia introiti per 362 miliardi di euro e che l’industria creativa italiana, espressione di quella cultura e che comprende, tra l’altro la moda e l’oreficeria artigianale, l’anno scorso ha prodotto ben 61 miliardi di euro. Come anche l’agroalimentare, che rappresenta il 12 per cento del Pil italiano con un fatturato l’anno scorso di oltre 30 miliardi di euro.

Un ciclo che propone espressioni di arte e di bellezza quindi, che vanno dall’enogastronomia alla moda, al balletto e al teatro.

Infatti, accompagnano il ciclo il Consorzio Etico di Oplantis e della Pasta Setaro, di Torre Annunziata, che propongono tre giorni di eventi, mastercheff e pranzi presso il ristorante Gioia del Park Hyatt Hotel. La Setaro è stata premiata non solo per la qualità dei suoi prodotti, ma anche per la loro bellezza, al punto di aver ricevuto il Compasso d’Oro, prestigioso premio al Design, come ha ricordato Francesco Capecchi, capo dell’ufficio commerciale dell’Ambasciata.

Altra espressione della bellezza, le creazioni dei maestri orafi di Torre del Greco che custodicono la antica tradizione della lavorazione dei coralli e dei cammei. Una lavorazione, come ha sottolineato Luigi D’Aprea direttore dell’ICE (Agenzia Italiana per il Commercio Estero) per l’Argentina, che viene fatta nel rispetto della conservazione della natura. Inoltre saranno presenti grandi firme della sartoria napoletana, come Marinella, e con la casa delle cravatte famose in tutto il mondo, anche Attolini, Isaia e Kiton. Ci saranno sfilate ed esposizione di coralli e cammei, mostre fotografiche e workshop.

Donatella Cannova, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, ha ricordato che già nel 2011 fu esibito nel Museo Nacional de Bellas Artes, il Doriforo, espressione della bellezza maschile classica così come ora verrà presentata la scultura di epoca greco-romana che raffigura la bellezza femminile. La Venere dell’antica Capua è una scultura marmorea romana ritrovata nel 1750 tra le rovine dell’Anfiteatro campano dell’antica Capua. Derivata da un originale bronzeo greco della fine del IV sec. a.C., la statua di Afrodite seminuda, con un ricco panneggio che copre la parte inferiore del corpo ed il volto ovale con labbra ben disegnate, sintetizza i canoni della bellezza classica, la grazia e la sensualità. Le due opere sono patrimonio del Museo Archeologico Nazionale  di Napoli e come col Doriforo, la Venere sarà esibita nella sala d’ingresso del Museo Nacioanal de Bellas Artes e potrà essere ammirata dal 15 novembre al 17 febbraio dell’anno venturo.

La ricerca della bellezza implica un continuo movimento verso l’equilibrio delle forme e la perfezione dei gesti: è questo il senso del ballo. Il luogo dove tutto cio’ si realizza è il teatro. E Napoli, che ha nel Teatro San Carlo il più antico teatro d’opera d’Italia, (e secondo Stendhal il più bello al mondo) propone per questo ciclo dedicato alla bellezza, lo spettacolo “Omaggio a Nuréyev e Rossini”, che fa parte di una serie di eventi che il Teatro San Carlo ha realizzato nel 150 anniversario della morte del genio di Pesaro. E’ inoltre un sincero e obbligato omaggio in onore del talentuosissimo ballerino e coreografo Rudolf Nuréyev a 80 anni dalla sua nascita e 25 dalla sua morte. Le coreografie di Nureyev saranno accompagnate dal debutto mondiale di una coreografia di Annarumma su musiche di Rossini, interpretata da Giuseppe Picone, direttore del corpo di ballo. Questo spettacolo fa parte del ciclo ITALIA XXI e sarà presentato i giorni 4 e 5 dicembre nel Teatro Coliseo.

A chiusura del ciclo, i giorni 8 e 9 dicembre andrà in scena nel teatro Coliseo, nientememo che “Filomena Marturano” . Si tratta del  testo di Eduardo de Filippo più rappresentato all’estero, ispirato da un fatto di cronaca. Nei ruoli di Filumena e Domenico, due grandi protagonisti della scena italiana: Mariangela D'Abbraccio che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo. A dirigere la commedia una delle più grandi registe italiane di cinema Liliana Cavani, che con questo allestimento debutta nella prosa. Anche questo spettacolo fa parte del ciclo ITALIA XXI.

“Filomena Marturano” sarà lo spettacolo principale della classica serata “Concerto di Natale”, che ogni anno propone il Consolato generale d’Italia a Buenos Aires.

 

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