L'Argentina di origine italiana

14-06-2018 | Attualitá

Il ricordo: il ministro Tremaglia in Argentina.

Cronaca della visita indimenticabile del “padre” del voto all’estero. Di WALTER CICCIONE

Pochi giorni fa ricorreva l’anniversario della visita fatta in Argentina nel maggio di 2004, dal Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia. 

In quei giorni gli furono concessi alcuni privilegi a questo cronista: dall’accompagnarlo lungo tutta la sua visita in Argentina fino alla possibilità di fargli due interviste esclusive, durante le quali ci raccontò storie personali, riflessioni intime e profonde come il dolore provato dalla perdita del giovane figlio Marzio e la forza che quella drammatica esperienza gli diede per dedicarsi con rinnovato impegno e volontà agli italiani all’estero.

E così anche nel dialogo scaturirono tanti aneddoti, esperienze, iniziative professionali e politiche delle battaglie combattute per ottenere che fosse riconosciuto il diritto degli italiani all’estero a votare e ad essere eletti al Parlamento di Roma.

La cronaca di quella visita ci porta alla memoria momenti epici della nostra comunità, e il suo ricordo  serve a rivivere momenti che fino ad oggi sono rimasti impareggiabili. Ed è così se ricordiamo che, trascorsi 14 anni da quell’evento, trascendente dal punto di vista dell’informazione, in quanto ognuna delle sue presentazioni ha convocato un pubblico numeroso ed entusiasta, come raramente si era visto in precedenza e come non si è più visto successivamente in occasione di altre visite di alto livello.

Infatti, al di la del viaggio del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi nel 1962, storicamente l’incontro con la comunità più numeroso dall’ultimo dopoguerra in poi, quando gli emigrati italiani, allora perlopiù giovani, colmarono lo stadio del Luna Park in una accoglienza apoteotica della quale questo cronista fu testimone, poche altre visite hanno destato un entusiasmo pari a quello provato dalla comunità con Tremaglia, ad eccezione della visita di Sandro Pertini e, forse, di Carlo Azeglio Ciampi, specialmente per quanto riguarda l’incontro a Rosario, nel 2001.

 

Il programma di Tremaglia in Argentina

           

Tremaglia arrivò in Argentina in un aereo della Aeronautica Italiana, col quale volò nelle città di Cordoba, Mendoza e Rosario e da quelle città, si spostò in altre vicine ad esse (Campana, Zarate, Escobar e altre) su un autobus accompagnato da collaboratori e giornalisti al seguito, giunti dall’Italia. E con loro questo cronista. In quasi tutte le città fu dichiarato dalle autorità locali “visitatore illustre”.

Rientrato nella Capitale argentina, il Ministro tenne una intensa agenda, visitando l’Ospedale Italiano, il Circolo Italiano, la Reduci, la Camera di Commercio Italiana, dove  l’allora presidente Luigi Pallaro gli  rese omaggio. Inoltre incontrò l’allora Cardinale Jorge Bergoglio, esi recò nel “Congreso Nacional”, dove fu accolto dal Vicepresidente dell’Argentina Daniel Scioli. Incontrando parlamentari e importanti esponenti della politica locale di origine italiana, gli invitò a recarsi in Italia per intensificare i rapporti bilaterali.

Inaugurò la nuova sede del Consolato generale in via Reconquista, la più grande al mondo, accompagnato dall’allora console generale Placido Vigo, uno degli artefici del trasloco della sede consolare.

A conclusione della sua intensa agenda, il Ministro degli Italiani nel Mondo si recò nel “nostro” Teatro Coliseo per l’incontro con la collettività.

Un teatro stracolmo, occupato in ogni spazio disponibile per un incontro che certamente è stato da primato per il numero dei presenti nella sala, come non fu nemmeno per i Presidenti della Repubblica che incontrarono la collettività al Coliseo.

L’incontro nel teatro cominciò con lo spettacolo musicale offerto da Iva Zanicchi, ammiratrice del ministro, che invitò il pubblico a ringraziare il ministro Tremaglia “autore del progetto di legge per il voto degli italiani all’estero, perché anche i residenti all’estero hanno il diritto di votare”.

Quindi, il ministro iniziò il suo intervento, del quale è rimasta nella memoria lo storico inizio: “Per gli italiani all’estero, oggi è cominciata la stagione dei diritti...” Poi rese ufficiale l’inizio della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2006, nelle quali gli italiani all’estero avrebbero eletto sei senatori e dodici deputati in rappresentazione della Circoscrizione Estero.

Quando concluse il suo discorso, tra il fervore del pubblico all’interno del teatro e le richieste di quanti erano rimasti fuori, che volevano salutarlo, Tremaglia si presentò nel balcone del primo piano, davanti alla folla che lo acclamava, radunata nella piazza di fronte al teatro. Ripeté allora gli stessi concetti di prima, mostrando ancora la sua forza, una oratoria accesa, accattivante.

Grazie alla legge che porta il suo nome, abbiamo eletto i nostri rappresentanti in quattro elezioni ed abbiamo manifestato le nostre opinioni in occasione dei vari referendum che si sono tenuti dal 2004 ad oggi. Ci sarebbe molto da dire su cosa sperava Tremaglia dalla sua legge e cosa avvenne successivamente.

Ma fu una legge fondamentale e con quel viaggio Tremaglia volle portarla personalmente  in omaggio agli emigrati. Un viaggio indimenticabile.

 

ciccioneg@speedy.com.ar

 

Envie sus

Ingrese codigo de seguridad: