L'Argentina di origine italiana

14-06-2018 | Attualitá

Festa della Repubblica nel teatro Coliseo, una splendida serata con Nicola Piovani

Durante la serata organizzata dal Consolato generale d’Italia in Buenos Aires, è stato offerto un concerto delle musiche da film di famosi registi, composti da Piovani, vincitore dell’Oscar per la musica di “La vita è bella”. Smimmo: due primati nel lavoro consolare: passaporti e cittadinanze. Il saluto del nuovo Ambasciatore d’Italia Giuseppe Manzo. Gli insigniti con onorificenze. L’omaggio di Piovani a Mattarella. La maglia albiceleste per Piovani.

Il 2 giugno, Festa della Repubblica, è sempre una occasione speciale per la nostra comunità ma, come ha sottolineato il Console generale d’Italia in Buenos Aires, Riccardo Smimmo, quest’anno è stata una data speciale anche perché la celebrazione della ricorrenza è coincisa con il giorno nel qual storicamente è avvenuto il referendum dal quale nacque la Repubblica, il 2 giugno 1946.

Infatti, la Festa della Repubblica Italiana nel Teatro Coliseo come da tradizione, si è tenuta sabato scorso ed è stata occasione speciale anche per altre ragioni. Come lo splendido spettacolo offerto dal maestro Nicola Piovani con l’Orchestra Accademica di Buenos Aires, come la “prima” dell’ambasciatore Giuseppe Manzo nel Teatro Coliseo nell’incontro più importante di ogni anno delle autorità diplomatiche italiane con la collettività italiana. Ma andiamo al racconto cronologico.

 

A condurre la serata questa volta è stata Andrea Frigerio, top model, attrice e conduttrice bella e brava come l’ha definita Smimmo. E nell’inizio della celebrazione, sono stati interpretati gli inni nazionali italiano e argentino, interpretati dalla “Orquesta Académica de Buenos Aires”, diretta da  Carlos Calleja e cantati dal pubblico.

Quindi il Console generale Smimmo ha rivolto un saluto ai presenti  durante il quale oltre a sottolineare che quest’anno la Festa della Repubblica è stata celebrata il 2 giugno, la data del referendum col quale il popolo italiano sancì la nascita della Repubblica., ha parlato del significato speciale che riveste la celebrazione per la comunità italiana più numerosa all’estero.

E in riferimento alla sede consolare che serve tale comunità, Smimmo ha voluto comunicare al pubblico, per dare una idea di quanto complesso e impegnativo sia il lavoro di ogni giorno degli uffici che operano sotto la sua responsabilità, due dati molto importanti. Di altrettanti primati ottenuti dal suo Consolato. Il numero di passaporti emessi durante l’anno 2017, che sono stati ben 19.700, numero finora mai raggiunto e che comporta un 20,1% in più di quanti furono emessi nel 2016. E il numero di cittadinanze italiane riconosciute nei primi quattro mesi del corrente anno, che sono  state 2400, pari al  cento per cento in più rispetto a quante furono trattate durante i primi quattro mesi dell’anno scorso.

Un impegno dei suoi collaboratori che Smimmo ha voluto giustamente mettere in risalto, ringraziando il suo vice, il Console GianLuca Guerriero, i capi ufficio e tutto il personale.

Poi ha dato il benvenuto all’ambasciatore Giuseppe Manzo “da pochi mesi in Argentina ma che ha già svolto una intensa attività” e alla gentile consorte, la moglie Alma, che ha raggiunto il marito con i figli, pochi giorni fa. Smimmo ha tenuto a precisare che per i diplomatici, il saluto è per forza all’Ambasciatore e alla famiglia, visto che con la loro attività impegnano tutta la famiglia. Ed è per questo che ha colto l’occasione per ringraziare sua moglie Marina “che da vent’anni ha accettato di accompagnarmi in questa carriera” e ai figli Luca e Martina.

Infine ha parlato del concerto e del suo protagonista, il maestro Nicola Piovani, autore delle musiche da film per vari tra i più grandi registi italiani, da Fellini a Monicelli, dai Fratelli Taviani a Benigni. Proprio col famoso film di Benigni, “La vita è bella” che valse al regista toscano l’Oscar come miglior film straniero nel 1999, Piovani vinse l’Oscar come miglior musica da film drammatico.

E’ seguito il saluto dell’Ambasciatore Giuseppe Manzo, il quale ha esordito felicitando il Console generale e i suoi collaboratori per l’impeccabile organizzazione dell’evento ed ha scherzato dicendo che i suoi figli sono in attesa del passaporto.

Riguardo alla famiglia l’amb. Manzo ha detto che la moglie Alma e i figli Leonardo e Federico e lui stesso, durante venticinque anni di carriera hanno avuto una vita molto movimentata, conoscendo diverse scuole, lingue e culture, ma mai “il benvenuto ricevuto in ogni occasione da ognuno di voi, che ci ha fatto sentire a casa”.

Non potrei immaginare un modo migliore per celebrare questa festa - ha detto Manzo -  in un paese al quale ci unisce tanto sia del passato, sia verso il futuro, insieme a migliaia di italiani e argentini che amano e vivono e amano italiano, in un teatro italiano, il nostro caro Coliseo, la casa artistica di tutti gli italiani e argentini che qui vogliono mostrare la loro arte, celebrando un artista, Nicola Piovani, che ci porta il genio italiano”.

Poi ha detto che “il 2 giugno 1946 gli italiano hanno scelto di vivere un futuro di democrazia, di sicurezza  e di prosperità. In questi 72 anni, miei nonni, miei genitori, io, abbiamo lavorato per mantenere viva quella elezione. Ogni generazione con lo stesso obiettivo, trasmettere ai propri figli un patrimonio di conoscenze, valori e cultura, per consentire anche a loro di eleggere il loro futuro. Anche noi ci siamo impegnati a conservarlo e migliorarlo per le nuove generazioni. Oggi a questa comunità ai suoi rappresentanti - Comites, Cgie, Patronati, associazioni - chiedo come Ambasciatore d’Italia di condividere con me festeggiamenti e la responsabilità a trasmettere la vostra italianità alle prossime generazioni. Perché anche i nostri figli possano rinnovare gli straordinari vincoli creati dai loro padri e nonni, perché i figli dei due popoli si sentano cugini tra di loro e si conoscano meglio. Conoscendosi meglio tra i discendenti di coloro che da una parte ricostruivano un grande Italia nel dopoguerra e dall’altra contribuivano a costruire questo grande Paese, l’Argentina”.

Oggi ci sono nuove forme di scambio - ha detto l’Ambasciatore -  e tanti giovani che portano la nuova Italia nel mondo. Nuovi flussi che possono creare nuovi ponti. E qui trovano ingegneri che i ponti li hanno già costruiti nel passato, voi, la grande comunità italiana in Argentina che ci può dare tanto per costruire altri ponti. Insieme, col Sistema Italia e le Istituzioni, possono e devono lavorare insieme.

E per farlo ci sono anche nuovi strumenti, “Italia XXI”, il ciclo di eventi culturali del quale fa parte il concerto di questa sera e  “Italia XXIV” con ognuna delle province argentine. “Ma nessuna di queste iniziative sarebbe possibile  - ha detto l’Ambasciatore d’Italia - senza il contributo e la collaborazione della comunità italiana in Argentina”.

E’ seguito un altro momento presente già davari anni, la consegna di onorificenze, conferite dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A riceverle Maria de los Angeles Bellusci, del ministero degli Esteri dell’Argentina;  Marcela Cassinelli presidente  della Cinemateca Argentina, per la sua opera di diffusione del cinema italiano; Donato De Santis, famoso maestro cuoco e promotore per la sua opera di diffusione dell’enogastronomia italiana; Pablo Garzonio, funzionario della Legislatura della Città Autonoma di Buenos Aires, per la collaborazione data in occasione delle visite di personalità italiane alla Città di Buenos Aires; Silvestre Gravagna, in memoriam, ricevuta da Francisco, figlio dell’imprenditore del settore calzaturiero, nonché impegnato e generoso dirigente della collettività siciliana, scomparso pochi mesi fa; Dr. Enrico Piqué, fino a poco tempo fa direttore generale della “Fratelli Branca Destillerias”, per l’opera di diffusione dei prodotti  tradizionali dell’enologia italiana; Beatriz Vivas de Lezica, funzionario del ministero di Cultura, sempre vicina all’Ambasciata e al Consolato nell’organizzazione degli eventi culturali. Tutti sono stati insigniti dell’Ordine della Stella d’Italia nel grado di Cavaliere. E inoltre Arnaldo Onofre Gometz, direttore commerciale della “Bodegas Catena Zapata, è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro nel grado di Cavaliere.

Poi è cominciato il concerto del maestro Piovani, con una grande interpretazione da parte dell’Orchestra Accademica di Buenos Aires. Mentre le musiche dei film si susseguivano, sullo schermo venivano proiettate immagini di scene delle opere dei grandi registi per i quali ha composto Piovani.

Cominciando con una serie di film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani (“Fiorille”, “Il sole anche di notte”, “La notte di San Lorenzo”, “Good morning Babilonia”), continuando con la premiata musica di “La vita è bella” e concludendo con la Suite Federico Fellini, con le musiche de “Intervista”, “La voce della luna” e “Ginger e Fred”. Naturalmente i brani più applauditi sono stati quelli dei film di Benigni e Fellini, anche perché più noti al pubblico, ma gli scroscianti applausi alla conclusione del concerto, hanno richiamato Piovani varie volte sulle scenario per ringraziare. In una di quelle occasioni, il musicista ha chiesto il microfono. “Oggi è un giorno di festa - ha detto Piovani - per festeggiare valori che diamo per scontati, ma che a volte è necessario rimarcare e ricordare. Quindi un saluto per questa bella festa dell’Italia e un saluto particolare per il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ una  musica festosa e gioiosa per celebrare, ha detto il maestro tra gli applausi mentre ricominciavano alcune note di “Ginger e Fred”.

Per concludere la serata, il Console generale Smimmo ha parlato dei fuoriclasse argentini di ieri e di oggi, Diego Maradona e Leonel Messi, sui quali aveva scherzosamente discusso con Piovani. Il Console generale ha spiegato che lui, da buon napoletano, tifava Maradona, facendo capire che Piovani invece preferiva Messi. A suggello della discussione però, ha regalato al maestro una maglia della nazionale di calcio dell’Argentina, col  numero 10 e la scritta PIOVANI, tra gli applausi del musico e del pubblico.

Foto Cristina Borruto

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