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03-10-2018 | Attualitá

Ci risiamo! Ora sono M5s-lega a proporre una riduzione del numero dei nostri parlamentari

I gialloverdi hanno presentato alla Camera le “riforme per il cambiamento”, che prevedono sostanzialmente una riduzione di un terzo dei parlamentari di ogni ramo del Parlamento. Quindi anche dei deputati eletti all’estero da 12 a 8 e dei senatori, da 6 a 4.

Torna d’attualità il tema delle riforme, dei costi della politica, questa volta in salsa populista. Come quasi tutti i governi che si sono succeduti dal 2006 in poi, anche l’attuale e originale governo gialloverde, propone una riforma istituzionale che prevede, tra l’altro, una riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero.

Infatti, secondo informa l’Adnkronos, M5S e Lega hanno presentato le 'riforme del cambiamento' alla Camera.

Alla presentazione del testo c'erano Luigi Di Maio, il ministro competente Riccardo Fraccaro, i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato e Roberto Calderoli, in qualità di esperto di riforme.

Il cuore della proposta è il taglio del numero dei parlamentari: da 945 a 600. A Montecitorio si scenderebbe da 630 a 400, a palazzo Madama da 315 a 200. I tagli previsti comprendono anche una riduzione del numero degli eletti all'estero: 8 alla Camera e 4 al Senato."E' il più grande taglio dei costi della politica della storia", sottolinea Fraccaro, non facendo mancare la definizione “epica” della proposta.

I 5 Stelle parlano di circa 100 milioni l'anno, 500 milioni a legislatura.

Un nuovo assetto che renderà necessaria una modifica della legge elettorale e una legge costituzionale.

Certo, non è la prima volta che si parla di riforme, di riduzione del numero dei parlamentari e – specificamente per quanto riguarda gli eletti all’estero – della riduzione del loro numero. E meno male che non hanno proposto la cancellazione vera e propria della Circoscrizione Estero.

Ma come in occasioni anteriori, l’ultima la riforma Renzi, che finì per mandare l’ex premier a casa, per fare una riforma degli articoli della Costituzione è necessaria una legge costituzionale. In questo caso di articoli da riformare ci sarebbero almeno due, il 56 e il 57 che stabiliscono – tra l’latro – che il numero degli eletti nella Circoscrizione Estero saranno 12 deputati (art.56) e 6 senatori (art.57).

L'art. 138 prevede che le leggi costituzionali devono essere approvate da ciascun ramo del Parlamento con due distinte deliberazioni, tra le quali devono intercorrere almeno tre mesi; nella seconda deliberazione di ciascuna camera, per l'approvazione è necessaria la maggioranza assoluta, cioè la metà piú uno dei 630 deputati e la metà più uno dei 315 senatori.

La legge così approvata è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale prima della promulgazione  ma non entra immediatamente in vigore. Entro tre mesi dalla pubblicazione, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori oppure  cinque consigli regionali, possono chiedere che sia sottoposta a referendum confermativo (cosiddetto referendum costituzionale); la legge è promulgata solo se è stata approvata dal corpo elettorale con la maggioranza dei voti validi, nel caso sia stata sottoposta a referendum, o se sono decorsi i tre mesi dalla pubblicazione senza che il referendum sia stato richiesto.

Per tornare sull’esempio dell’ultimo tentativo di riforma, pur se approvata con due delibere, sia alla Camera che al Senato, la riforma Renzi, che prevedeva, tra l’altro, che al Senato non ci sarebbe più stata una rappresentanza degli italiani all’estero, fu bocciata dal referendum del 4 dicembre 2016.  

Il referendum non può essere chiesto se la legge viene approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere con la maggioranza qualificata di due terzi dei componenti (cioè 420 alla Camera, 210 al Senato); in tal caso, quindi, la legge può essere immediatamente promulgata dal Presidente della Repubblica.

 

"Le abbiamo chiamate riforme del cambiamento - spiega Fraccaro - perché incarnano più di tutte le altre lo spirito del cambiamento su cui abbiamo avuto il mandato degli elettori il 4 marzo. Noi non vogliamo stravolgere la Costituzione perché sappiamo che è una Carta delicata e che va toccata solo dove è necessario".

 

Il taglio dei parlamentari è contenuto in una proposta in 3 articoli che interviene unicamente sui numeri. Così, dice Fraccaro, se "ci sarà un referendum i cittadini potranno decidere su una singola puntuali modifica". E si eviterà anche di ripetere gli errori del passato quando, ricorda Calderoli, il taglio dei parlamentari venne bocciato al referendum del 2006 perché "inserito in un quadro più complesso" di riforme.

 

Insieme alla riduzione del numero dei parlamentari, M5S e Lega hanno presentato anche una proposta sul referendum propositivo che "migliora gli strumenti di democrazia diretta, che esistono già", dice il capogruppo M5S, Francesco D'Uva. Grazie a questa legge, sottolinea Di Maio, "i cittadini saranno come i parlamentari". Se la Corte Costituzionale dichiarerà ammissibile il referendum, ovvero la legge sulla quale si chiede lavori il Parlamento, il Parlamento sarà obbligato ad esaminarla entro 18 mesi. Trascorsi i 18 mesi senza che il Parlamento si sia espresso, scatterà il referendum, che non avrà bisogno di un quorum per essere valido.

 

 

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