Un atteggiamento diverso


Gli italiani residenti all'estero sono stati collocati, generalmente in coda alle priorità dei governi italiani, a dimostrazione che l'argomento non interessa la politica italiana e che chi dovrebbe pensare al futuro del Paese non considera una importante risorsa per l'Italia, la realtà di milioni di persone residenti fuori dallo Stivale che si sentono legate alla terra natia o di origine dei loro avi.

L'ultimo governo Berlusconi poi, ha dimostrato una incomprensibile volontà di chiusura e di rifiuto nei confronti dell'altra Italia e non solo e stato particolarmente feroce con i tagli ai fondi destinati alla politica per gli italiani all'estero, ma anche istituzionalmente ha messo in evidenza noncuranza e volontà di inutilmente infierire.

Cambiato il governo, pochissime sono state nei primi tempi le menzioni e le misure che ci hanno riguardato. Ora sembra invece che qualcosa si stia muovendo. Elencando le novità, certo più di forma che di sostanza, l'on. Gino Bucchino, parlamentare eletto all'estero ricorda: "II Ministro Terzi, tra i suoi primi atti, ha congelato il programma di ulteriore chiusura dei consolati, si è incontrato con il Presidente dell'INPS per valutare la possibilità di una migliore collaborazione con l'istituto previdenziale sul tormentato tema della previdenza per gli italiani all'estero, si appresta, forse, a riannodare il dialogo con it CGIE dopo le drammatiche rotture dell'era Mantica. Da parte dello stesso governo, poi, si e manifestato almeno un atteggiamento di ascolto nell'incontro richiesto dagli eletti all'estero con it Sottosegretario Catricala".

Su quest'ultimo incontro, si sono manifestati positivamente esponenti del Pd, del Fli e del Terzo Polo sottolineando che la riunione ha avuto un seguito nelle comunicazioni che it sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha fatto al premier, al ministro degli Esteri e ad altri esponenti del governo interessati alle nostre vicende.

C'e infine un capitolo newyorkese di novità. La visita del presidente del Consiglio Mario Monti e del titolare della Famesina Giulio Terzi di Sant'Agata negli Stati Uniti, hanno prodotto due dichiarazioni che vanno prese con favore.

Da una parte Monti ha incontrato i rappresentanti della comunità italiana di New York ribadendo l'importanza che hanno per l'Italia i connazionali residenti all'estero. Inoltre in un incontro con italiani residenti a New York, esponenti del mondo delle finanze, it presidente del Consiglio, ha sottolineato l'importanza di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, fra le comunità italiane all'estero, per fare grande l'Italia nel mondo. E poi ha spiegato: "Sono qui per ascoltarvi e capire, più che per parlare", ribadendo ancora una volta come gli italiani all'estero possono e devono ricoprire un ruolo fondamentale per il rilancio del BelPaese a livello internazionale.

Ancora più esplicita la dichiarazione del ministro Terzi, il quale in una intervista a un programma italiano di New York ha manifestato di sentirsi ministro degli Esteri e anche ministro di tutti gli italiani nel mondo. Il titolare della Farnesina ha detto che le comunità all'estero sono una delle risorse più grandi per la proiezione internazionale del Paese.

Noi siamo i primi a capire che si tratta solo di dichiarazioni, che se non saranno seguite da concrete misure, lasciano it tempo che trovano. Ma è anche vero che una dimostrata maggiore sensibilitàa, un evidente nuovo atteggiamento, devono essere colti al volo per cercare di approfondire i rapporti tra il nuovo governo e gli italiani all'estero.

Sono i parlamentari eletti all'estero i primi indicati a cogliere questa nuova occasione che hanno alla mano per cercare di evitare che l'attuale legislatura passi alla storia come la più negativa per gli italiani all'estero.

Vero è che non tutti i nostri parlamentari si dimostrano all' altezza della missione che dovrebbero affrontare. In questo senso ogni volta che viene fuori un articolo come quello che "l'Espresso" ha dedicato al sen. Caselli, si allontanano le prospettive di far capire all'Italia che noi non siamo un problema ma una risorsa.

Speriamo quindi che alle parole e ai gesti seguano i fatti concreti o almeno la disponibilità ad aprire un dialogo che it governo precedente aveva ostinatamente negato.

Lo abbiamo scritto tante volte per descrivere l'augurio. Lo facciamo ancora.

Se sono rose fioriranno.

 

MARCO BASTI
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