L'Argentina di origine italiana

06-11-2017 | Opinioni

La rabbia e l’orgoglio. Riflessioni a partire dalle modifiche al nostro voto

Dobbiamo essere capaci di far vedere a Roma che invece delle offese che ci procura, frutto della noncuranza e l`ignoranza nei nostri confronti, possiamo mettere insieme, partendo dal Progetto Italici, il Sistema Italia e le capacità ed esperienze degli italici nel mondo, facendo scattare un circolo virtuoso che porterà crescita e benessere economico, sociale e politico per l`Italia, le sue comunità e per i paesi di accoglienza. Di DOMENICO DI TULLIO

Ci permettiamo di prendere in prestito dalla compianta Oriana Fallaci il titolo del suo famoso j`accuse contro la pusillanimità della società occidentale, pubblicato dal Corriere della Sera dopo gli attacchi alle Torri gemelle di New York nel 2001 e poi diventato best seller internazionale.

Diciamolo subito: gli italiani all`estero hanno meno bisogno dell`Italia di quanto l`Italia ha bisogno di loro, ma questo convincimento non può essere un motivo per non decidere insieme sul futuro reciproco, poiché la decisione è un imperativo morale per le parti.

L`Italia, i politici romani, sembrano non conoscere qual`è la realtà dell`italianità fuori dalla Penisola. Una realtà fatta da tante storie di successo, da inserimenti positivamente raggiunti nei paesi di accoglienza, i quali – anzi - spesso portano un segno indelebile della nostra presenza, com`è il caso dell`Argentina. Una impronta che si scopre facilmente in ogni angolo e settore del Paese.

Ma non si tratta soltanto di cittadini italiani. Ci sono i milioni di loro discendenti e ci sono altri milioni che in buona parte anche grazie a noi, hanno scoperto la cultura italiana, intesa in senso ampio, e amano la sua lingua, il suo cinema, la sua cucina, la moda, il paesaggio, il design, ecc.

È tutto un mondo che ha dato e darà molto di più all`Italia di quanto essa concede. Un mondo che già descriveva Piero  Bassetti quasi vent`anni fa, quando invitava al Bel Paese a interagire con quella realtà ricca e sconosciuta per Roma, fatta dagli italici.

Perció, ci dispiace tanto la miopia dei politici italiani che non si sono interessati a conoscere quell`altra realtà, che non hanno finora capito quanta potenzialità ha quella risorsa inesplorata, che non hanno pensato seriamente al modo di farla produrre. Che non pensino!

Appunto per questo, provoca grande dispiacere che ancora oggi la politica romana perda il tempo a mettere in forse il voto degli italiani all`estero. Un diritto che a sua volta è una opportunità come aveva intravisto Mirko Tremaglia impegnandosi nel far approvare l`impianto normativo che finalmente consentì il voto all`estero, con rappresentanti eletti nelle nostre comunità, tra gente che ha fatto l`esperienza di lasciare l`Italia e di costruirsi una nuova vita e un nuovo futuro oltre confine e dove siamo diventati ambasciatori e motivo di vanto per l`Italia, come ripetono da tempi ormai lontani i pochi politici che ci conoscono sul serio.

Proprio nel 2001, l`anno de “La rabbia e l`orgoglio”, Tremaglia riuscì a far approvare la legge 459 che ora è stata snaturata con il Rosatellum.  Ma quella legge e l`impianto di rappresentanza che si completa con i Comites e il CGIE, erano una risposta a un tempo che ormai è superato. Ciò nonostante, oggi ci sono settori in Italia che respingono la rappresentanza degli italiani all`estero perché coloro che, dopo Tremaglia, dovevano approfondire ed arricchire le strategie della Circoscrizione Estero, non sono stati all`altezza di decidere d`accordo con i tempi che corrono, e per ora gli italici non fanno parte della visione geopolitica  e strategica dello stato italiano, dei suoi governi o della politica italiana.

Il Progetto Italici, del quale abbiamo parlato in altre occasioni e sul quale stiamo lavorando da tempo, è uno strumento nuovo, atipico, che prevede non soltanto un rapporto rafforzato tra l`Italia e le sue comunità all`estero, ma si propone di far crescere le due sponde del ponte, contribuendo, tra l`altro e in modo concreto, anche all`aumento del Pil, sia dell`Italia che dei paesi di accoglienza.

Purtroppo i nostri deputati e senatori non sono riusciti, in quasi dodici anni, a far approvare un progetto come quello che proponiamo noi, hanno agito separatamente e provocando la stizza di alcuni in Italia per quanto costano, e nelle nostre comunità per mancanza di proposte innovative e di risultati concreti. Non sono riusciti ad andare al di là di un sostegno al proprio partito romano o al progetto finora inconcludente di movimenti nati all`estero.

Ma un quadro geostrategico che coinvolga gli italiani all`estero, come è il Progetto Italici, porterebbe i nostri parlamentari ad acquisire un nuovo protagonismo, fondamentale come interlocutori e interpreti del dialogo tra gli italici e l`Italia, tra il Bel Paese e le sue comunità, promuovendo iniziative di lungo respiro.

Condividiamo l`impianto enunciato da Piero Bassetti, che vede la possibilità di far nascere un nuovo soggetto politico globale col quale l`Italia dovrà per forza interagire, altrimenti starebbe decidendo in solitudine, contro i propri interessi strategici e geopolitici.

L’ Italia e le sue comunità, l’Italia e gli italici, sono chiamati a crescere insieme nel mondo “glocal”. Proviamo una doppia fierezza: per le nostre radici e il bagaglio culturale della terra d`origine, e per quanto siamo stati capaci di fare qui e in tutti gli altri paesi che hanno accolto gli italiani.

Purtroppo è chiaro che molti politici italiani non conoscono e non hanno ancora capito questa realtà, e per questo motivo, ancora oggi, ci sono atteggiamenti come la modifica al voto all`estero, che dimostrano quell`ignoranza.

Dobbiamo essere capaci di far vedere a Roma che invece delle offese che ci procura, frutto della noncuranza e l`ignoranza nei nostri confronti, possiamo mettere insieme, partendo dal Progetto Italici, il Sistema Italia e le capacità ed esperienze degli italici nel mondo, facendo scattare un circolo virtuoso che porterà crescita e benessere economico, sociale e politico per l`Italia, le sue comunità e per i paesi di accoglienza.

ditulliodo@yahoo.com.ar

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