11-06-2012 | Opinioni
La cantante, che negli ultimi anni della sua vita aveva fatto della canzone “Resistiré”, un inno alla sua voglia di vivere e che le consentì di lottare durante dieci anni contro il cancro al seno è morta all’età di 83 anni. Una donna di forti convinzioni che decise di lottare contro la malattia, volle mantenere l’attività sugli scenari e di vivere “a modo mio”.
La notizia è stata ripresa dai media di tutto il mondo e in modo speciale da quelli dell’america latina, dove è stata una tra le notizie più commentate nella rete.
Squisita interprete di canzoni memorabili come “Quiéreme siempre”, “Tu eres mi destino”, “Como antes”, “Eres diferente” e la famosa “Balada de la trompeta”, un tema che sembrava scritto apposta per consentire alla sua stupenda voce di esprimersi al meglio, nello speciale dialogo con la tromba e conquistando con queste composizioni i maggiori successi della sua carriera.
Dotata di uno straordinario registro di mezzosoprano, Estela Raval ebbe una lunga carriera durata oltre mezzo secolo e col marito Ricardo Romero, musicista e trombettista che sposò nel 1954 (e col quale ha avuto tre figli), costituì una proficua società, che si protratta nel tempo e nei successi.
Nel 1955 Estela Raval fu premiata quale miglior cantante dell'anno, ma è a partire dal 1957 quando, insieme a Romero, influenzati dal successo di gruppi internazionali quali il Quartetto Cetra e The Platters, decidono di costituire qualcosa di simile, ma con l'originalità di avere una voce femminile come solista.
Nascono cosí "Los Cinco Latinos". Paradosso del destino, Estela Raval muore lo stesso giorno che negli Stati Uniti si spegne Herb Reed, ultimo sopravvissuto tra i fondatori, nel 1953 dei famosi The Platters, una delle band di maggiore successo nella storia del rock.
Consolidatisi a livello locale, “Los 5 Latinos”, cominciarono le loro presentazioni internazionali agli inizi degli anni ‘60, conquistando il successo in Spagna dove, oltre a presentarsi insieme a Frank Sinatra, vedono avverarsi il sogno di farlo in un indimenticabile concerto con The Platters, alternandosi davanti a 35mila spettatori, davanti a quelli che la critica definì i due gruppi vocali più famosi del mondo.
La tournée continuò in Francia e all’olympia di Parigi, dove condividono il cartellone con Gilbert Becaud. Proseguono poi in Portogallo, Italia, Grecia, Egitto, Israele e Inghilterra e l’anno successivo negli Stati Uniti e in Portoricco. Los Cinco Latinos raggiungono l’apice della popolarità con successi nel cinema, il teatro e la televisione e rimangono in vetta vetta per molti anni.
Nel 1988, dopo una traumatica separazione dal marito, Estela Raval alterna presentazioni col gruppo e da solista. In anni più recenti la cantante, che aveva registrato 53 album, è oggetto di una serie di omaggi e riconoscimenti, tra i quali, nel 2006, la dichiarazione di “Cittadina Illustre di Buenos aires”, il Premio Clarin Espectáculos, l’anno successivo, quando celebrando i 50 anni di attività, fa una tournée col gruppo in argentina, Uruguay, Cile e gli Stati Uniti.
Nel 2008 vince il Grammy Latino e nel 2011 è protagonista di uno spettacolo musicale che durante settimane si mantiene in testa ai botteghini durante vari mesi. Fino a poco prima della sua morte, Estela Raval continuava a percorrere il Paese cantando.
UNA DELLE NOSTRE
Nella sua lunga carriera artistica però, non ci sono momenti o eventi che leghino alla nostra comunità Palma Nicolina Ravallo, nata a Buenos aires il 19 maggio 1929, figlia di un immigrante, un siciliano romantico, per cui non potrebbe essere considerata “una dei nostri” e meno ancora far parte della legione di artisti dal cognome italiano che vengono soprannominati “tanos”. Ma c’è stata un’occasione durante la quale Estela Raval ha dimostrato di essere una delle nostre. E’ stato in occasione dell’edizione del 2009 della Settimana Siciliana, organizzata dalla Fesisur, nel mese di novembre di quell’anno, nel teatro Coliseo, occasione durante la quale ricevette il premio Luigi Pirandello.
Davanti ad un pubblico entusiasta che riempiva il teatro, rivolse un breve saluto di tre minuti, col quale offrì una testimonianza che è stata una vera e propria dichiarazione d’amore per la terra di suo padre. Infatti, quella serata lasciò libero un sentimento che fino ad allora aveva mantenuto rinchiuso, manifestandolo in modo sincero, spontaneo e autentico, provocando una grande emozione in quanti siamo stati testimoni di quella scena. In quel saluto, riassunse tutto lo spirito di italianità che avallano abbondantemente il fatto di considerarla una delle nostre:
“...Non mi sarei mai sognata di vivere un’emozione così forte come questa sera, ascoltare una lingua così amata come l’italiano, che mi accarezzò durante la mia infanzia, nella voce di mio padre Francesco. E’ stato qualcosa di molto forte e non potrò mai dimenticarlo. Ho sempre portato nella memoria e nel cuore l’immagine di quel siciliano, che con la sua fisarmonica suonava la musica della sua terra, di Messina. E’ stato lui che scelse per me il nome Estela (cioè scia, ndr), perché diceva che avrei lasciato una scia di successi nella vita. Prima di morire mi disse: ‘ogni volta che canterai, io sarò presente, ascoltandoti e applaudendoti e se un giorno non mi vedrai seduto vicino a te, ti starò comunque vicino’. Grazie per questo premio, questo omaggio. Benedetto sia mio padre, benedetta sia la Sicilia. Sicilia, ti amo”
WALTER CICCIONE
ciccioneg@speedy.com.ar
11-06-2012 | Opinioni
La cantante, che negli ultimi anni della sua vita aveva fatto della canzone “Resistiré”, un inno alla sua voglia di vivere e che le consentì di lottare durante dieci anni contro il cancro al seno è morta all’età di 83 anni. Una donna di forti convinzioni che decise di lottare contro la malattia, volle mantenere l’attività sugli scenari e di vivere “a modo mio”.
La notizia è stata ripresa dai media di tutto il mondo e in modo speciale da quelli dell’america latina, dove è stata una tra le notizie più commentate nella rete.
Squisita interprete di canzoni memorabili come “Quiéreme siempre”, “Tu eres mi destino”, “Como antes”, “Eres diferente” e la famosa “Balada de la trompeta”, un tema che sembrava scritto apposta per consentire alla sua stupenda voce di esprimersi al meglio, nello speciale dialogo con la tromba e conquistando con queste composizioni i maggiori successi della sua carriera.
Dotata di uno straordinario registro di mezzosoprano, Estela Raval ebbe una lunga carriera durata oltre mezzo secolo e col marito Ricardo Romero, musicista e trombettista che sposò nel 1954 (e col quale ha avuto tre figli), costituì una proficua società, che si protratta nel tempo e nei successi.
Nel 1955 Estela Raval fu premiata quale miglior cantante dell'anno, ma è a partire dal 1957 quando, insieme a Romero, influenzati dal successo di gruppi internazionali quali il Quartetto Cetra e The Platters, decidono di costituire qualcosa di simile, ma con l'originalità di avere una voce femminile come solista.
Nascono cosí "Los Cinco Latinos". Paradosso del destino, Estela Raval muore lo stesso giorno che negli Stati Uniti si spegne Herb Reed, ultimo sopravvissuto tra i fondatori, nel 1953 dei famosi The Platters, una delle band di maggiore successo nella storia del rock.
Consolidatisi a livello locale, “Los 5 Latinos”, cominciarono le loro presentazioni internazionali agli inizi degli anni ‘60, conquistando il successo in Spagna dove, oltre a presentarsi insieme a Frank Sinatra, vedono avverarsi il sogno di farlo in un indimenticabile concerto con The Platters, alternandosi davanti a 35mila spettatori, davanti a quelli che la critica definì i due gruppi vocali più famosi del mondo.
La tournée continuò in Francia e all’olympia di Parigi, dove condividono il cartellone con Gilbert Becaud. Proseguono poi in Portogallo, Italia, Grecia, Egitto, Israele e Inghilterra e l’anno successivo negli Stati Uniti e in Portoricco. Los Cinco Latinos raggiungono l’apice della popolarità con successi nel cinema, il teatro e la televisione e rimangono in vetta vetta per molti anni.
Nel 1988, dopo una traumatica separazione dal marito, Estela Raval alterna presentazioni col gruppo e da solista. In anni più recenti la cantante, che aveva registrato 53 album, è oggetto di una serie di omaggi e riconoscimenti, tra i quali, nel 2006, la dichiarazione di “Cittadina Illustre di Buenos aires”, il Premio Clarin Espectáculos, l’anno successivo, quando celebrando i 50 anni di attività, fa una tournée col gruppo in argentina, Uruguay, Cile e gli Stati Uniti.
Nel 2008 vince il Grammy Latino e nel 2011 è protagonista di uno spettacolo musicale che durante settimane si mantiene in testa ai botteghini durante vari mesi. Fino a poco prima della sua morte, Estela Raval continuava a percorrere il Paese cantando.
UNA DELLE NOSTRE
Nella sua lunga carriera artistica però, non ci sono momenti o eventi che leghino alla nostra comunità Palma Nicolina Ravallo, nata a Buenos aires il 19 maggio 1929, figlia di un immigrante, un siciliano romantico, per cui non potrebbe essere considerata “una dei nostri” e meno ancora far parte della legione di artisti dal cognome italiano che vengono soprannominati “tanos”. Ma c’è stata un’occasione durante la quale Estela Raval ha dimostrato di essere una delle nostre. E’ stato in occasione dell’edizione del 2009 della Settimana Siciliana, organizzata dalla Fesisur, nel mese di novembre di quell’anno, nel teatro Coliseo, occasione durante la quale ricevette il premio Luigi Pirandello.
Davanti ad un pubblico entusiasta che riempiva il teatro, rivolse un breve saluto di tre minuti, col quale offrì una testimonianza che è stata una vera e propria dichiarazione d’amore per la terra di suo padre. Infatti, quella serata lasciò libero un sentimento che fino ad allora aveva mantenuto rinchiuso, manifestandolo in modo sincero, spontaneo e autentico, provocando una grande emozione in quanti siamo stati testimoni di quella scena. In quel saluto, riassunse tutto lo spirito di italianità che avallano abbondantemente il fatto di considerarla una delle nostre:
“...Non mi sarei mai sognata di vivere un’emozione così forte come questa sera, ascoltare una lingua così amata come l’italiano, che mi accarezzò durante la mia infanzia, nella voce di mio padre Francesco. E’ stato qualcosa di molto forte e non potrò mai dimenticarlo. Ho sempre portato nella memoria e nel cuore l’immagine di quel siciliano, che con la sua fisarmonica suonava la musica della sua terra, di Messina. E’ stato lui che scelse per me il nome Estela (cioè scia, ndr), perché diceva che avrei lasciato una scia di successi nella vita. Prima di morire mi disse: ‘ogni volta che canterai, io sarò presente, ascoltandoti e applaudendoti e se un giorno non mi vedrai seduto vicino a te, ti starò comunque vicino’. Grazie per questo premio, questo omaggio. Benedetto sia mio padre, benedetta sia la Sicilia. Sicilia, ti amo”
WALTER CICCIONE
ciccioneg@speedy.com.ar