L'Argentina di origine italiana

02-02-2017 | Attualitá

Scelte italiane (minime) di una lettrice esperta

Flavia Pittella, apprezzata critica letteraria ha recentemente pubblicato un libro con i 40 titoli che propone ai suoi ascoltatori di Radio Mitre. Tra i quaranta, solo due italiani, uno di Calvino e un’altro di Baricco. Espressione delle difficoltà che da anni trovano gli amanti della letteratura italiana. Ma forse i tempi sono maturi per un cambiamento. Di RENATA ADRIANA BRUSCHI

Flavia Pittella è una giovane penna del giornalismo culturale argentino. Da diverso tempo impegnata nella promozione della lettura, sua è la voce che negli ultimi cinque anni commenta libri durante la popolare trasmissione di Radio Mitre condotta da Jorge Lanata. Docente di lingua e letteratura inglese, Pittella ha sempre condotto gruppi di lettura, ora anche attraverso l'app Grandeslibros, piattaforma di lettori per lettori, l'ultima arrivata tra le novità delle community in rete.

Quali considerazioni si ricavano dall'esame della sua raccolta di schede dal titolo “40 libros que adoro”, edito da Planeta nel 2015. Il libro permette di conoscere una rosa di preferenze, molto personali e al contempo qualificate, di chi sente scorrere il mestiere della critica letteraria nelle vene. L'insieme delle narrazioni selezionate compone un mosaico curioso e intrigante, che dice molto più di quanto forse la stessa compilatrice potrebbe aver voluto dar a intendere. L'intera operazione va contestualizzata in una zona culturale, quella del Rio de la Plata, marginale in termini di posizione geografica ma cosmopolita. Il pubblico argentino dei lettori forti e non troppo forti, cui la compilatrice si rivolge, ha mediamente una visione ampia del panorama e recupera informazioni sulle novità letterarie attraverso i portali telematici, nel tempo in cui gli acquisti di libri elettronici o cartacei avvengono spesso online.

Una premessa doverosa: la scelta di Pittella prende le mosse dai titoli in lingua castigliana disponibili nelle librerie argentine, compresi alcuni libri stampati in Spagna. Corollario di ciò: il ventaglio delle opzioni risente del calo di traduzioni dall'italiano che gli editori locali propongono, cui si sommano purtroppo i pochi arrivi dalla Spagna, che spesso approdano con qualche anno di ritardo e provengono generalmente dai fondi di magazzino. In altre parole, un contesto molto penalizzante per gli autori emergenti.

Parafrasando Umberto Eco, la stessa Pittella ci ricorda che ogni elenco diventa significativo anche per le omissioni e nel suo caso l'omissione più evidente ricade sui classici, perchè la sua compilazione intende piuttosto sondare il terreno degli autori attivi nella seconda metà del novecento e avventurarsi tra le incognite delle opere prime. Inoltre, la volontà di spingere gli orizzonti d'indagine quanto più in là possibile, rende ancor più mortificante il computo finale: solo quaranta prescelti in un vorticoso giro attorno al mondo in 40 autori. Gabriela Margall e Lucia Puenzo, Donna Tartt e Samanta Schweblin, Dai Sijie e J.M. Coetzee, Philip Dick e Ian McEwan. Bastino questi otto nomi, ricordati ora a titolo esemplificativo, per cogliere lo spirito della raccolta.

Due sono gli italiani presenti, l'intramontabile Calvino e l'amatissimo Baricco. Del primo, Pittella recupera soprattutto Il barone rampante, giudicata “una alegoría sobre la sabiduría” e trova anche il tempo per darci la valutazione della prima opera calviniana letta, rea di averla fatta capitolare ai piedi dello scrittore ligure. Appena inizia a leggere “Se una notte d'inverno un viaggiatore”, resta tanto affascinata che a lettura conclusa per molto tempo continuerà a misurare l'originalità dei narratori sul modello di quella magnifica prosa che ha il sapore delle decostruzioni cortazariane. Al più attuale Baricco, che conta in Argentina su un pubblico affezionato, Pittella arriva non a caso dietro segnalazione di un ascoltatore della sua trasmissione. Consiglia la lettura delle sue opere ogni volta che qualcuno sente il desiderio di rinnovarsi attraverso le pagine di un romanzo e seleziona “Oceano mare”.

La loro scelta, in linea con le preferenze del pubblico locale, non è capricciosa, ricade anzi su due personalità che hanno intrattenuto un rapporto diretto e fruttifero con il pubblico argentino. Perché questa è - né altra potrebbe essere - la strada da percorrere per chi desidera avvicinarsi ai lettori italoargentini o argentini. Fu pure seguita in passato. Calvino, come è noto, ha sposato una traduttrice proveniente da Buenos Aires e ha messo piede in questa città solo dopo che negli anni ottanta il paese ha visto il ritorno della democrazia. Baricco è invece un habitué della città e della Bombonera, lo stadio della ben nota squadra blu e oro. Nell'elenco dei narratori italiani che giungono di persona fino a queste estreme lande non manca qualche esordiente. Paolo Piccirillo autore di “La terra del Sacerdote” e finalista allo Strega del 2014, ben può tenere alto lo stendardo. Nel corso di una piacevole conversazione, mentre ci dissetiamo al bar di Libros del Pasaje, riconosce “Arlt, Cortàzar sono riferimenti forti nella mia scrittura. Ultimamente ho partecipato alla raccolta Panamericana, per la quale ho ripercorso la vita di Manuel Puig. Il libro è stato pubblicato da La nuova frontiera.”

Amico di Leopoldo Brizuela, Piccirillo forma parte di un gruppo di scrittori italiani che si avvicinano alla cultura argentina con tutte le carte in regola. La sua solida conoscenza dello spagnolo, perfezionata nel corso di un soggiorno a Madrid, si affianca alla lettura dei capolavori  letterari argentini e latinoamericani. Quando invece discorre con i suoi amici portegni sui romanzi italiani, Piccirillo osserva  interesse per la nuova narrativa, un terreno che resta tuttavia distante per i lettori locali che conoscono bene Baricco, Ammaniti, De Carlo e altri della loro generazione, ma non hanno ancora modo di accedere alle traduzioni delle nuove voci. Forse però i tempi sono maturi per un rinnovamento. Flavia Pittella è avvertita. Troverà pane nuovo e fragrante per i suoi denti.

 

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