L'Argentina di origine italiana

12-04-2018 | Attualitá

Ottimizzare Venezia?

Di ROMANO MARTINELLI
"Ottimizzare." È la parola d´ordine oggi a Venezia. Massimizzare gli incassi, per intenderci.
Sarà forse perché una certa fauna di mercanti non entri in depressione, come noto quando guadagna molto e non troppo.
Sarebbe il collaudato piangersi addosso. Attendibile sarebbe il discorso se si ottimizzasse per farla finita con certe annose magagne. Una tra le altre, il lezzo di certi canali, specie in estate. "È materia biologica infiltrata," sostiene un albergatore. Se così, sarebbe tuttavia una situazione migliore di quando i "rii" erano i consumatori finali della cucina mediterranea proveniente dai vasi da notte scaricati dalle fineste fino all´arrivo di camere biologiche e fognature a (quasi?) tenuta d´acqua. Ottimizzazione c´è stata, magari senza strafare.
"Ottimizzate" sono state, ahinoi, delle biglietterie galleggianti sul Canal Grande a Piazza San Marco per un più massiccio e veloce smaltimento delle orde di turisti utenti dei vaporetti, i "water buses" come li chiamano gli inglesi. Quanto alla loro "estetica, “ultrafunzionale” fino al chi-glielo-ha-fatto-fare, si sentono ancora in giro svariati sinonimi del "vaffa" sul conto di questi "ticket-points," goffi barconi rettangolari che dimostrano come è sempre più facile e frequente accollare qualcosa di sgraziato a una città fuoriserie di grazia. Sarebbe bastato qualche accenno a colori e forme tradizionali per evitare quegli sfregi in faccia alla Regina dell´Adriatico.
Scippare alla polizia di Sua Maestà Britannica - addestrata sin dalla sua creazione, circa duecento anni fa, a conquistarsi la simpatia e la collaborazione spontanea del pubblico - sarebbe semmai un´ottimizzazione nella Serenissima. Chi scrive ha visto e sentito come un membro della Pubblica sicurezza era quasi manesco ad abbrancare e sbrancare senza tanti complimenti folle straripanti in certe calli a Carnevale. "Mi pagano per tenere l´ordine, non per essere gentile," ragliò a una signora che si lagnava (di lui, non del Carnevale). Lo strapagavano, pareva, perché non ci riusciva a nessuna delle due cose, tanto che si incollò al cellulare per chiedere aiuto a due colleghi, vicini e ciondoloni, i quali sembravano essere pagati per una chiacchierata da bar, e ognuno si faccia i fatti suoi.  
Ce ne sarebbe da ottimizare a ruota libera. Dalle stangate sui conti fino a un Carnevale di massa ritmato da pacchianate evitabili e che ritroverebbe estetica e atmosfera di una volta soltanto all´iconico caffè Florian e nei balli in maschera di palazzi storici con ammissione a persino 3.000 (tremila) euro a testa, categoria "super vip." Il semplice vip starebbe stretto al bon ton quattrinaio di oggi.
Su col morale, però, fratelli d´Italia. Se l´Italia s´è desta ma sbadiglia, non è una morta di sonno. C´è tanto di ottimo e ottimale che l´"ottimizzazione" sarebbe una zappa al piede, come convertire una Ferrari in un taxi che vale solo a scatti di tassametro. "C´è il fattore umano, senza prezzo," illustra un addetto all´Hotel Al Codega in quel di San Marco. Il saper venire incontro all´estro di gente che non ha le idee chiare e le pretese troppo chiare, sicché c´è da domandarsi come si "ottimizzano" (omologandole al ribasso?) prestazioni che dipendono spesso dall´italianissimo fiuto. Se lo domanderebbero anche tra i clienti del Florian, i cui camerieri si destreggiano inoltre come guide turistiche, consiglieri gastronomici o consulenti mondani per arricchiti alle prime armi con l´esibizionismo di lusso negli acquisti e negli svaghi.
Troppi "da domandarsi" ci sono da riempire la TRIBUNA ITALIANA. Quindi, un´ultima curiosità: come si farebbe a ottimizzare i consuntivi di alberghi extralusso con tariffe di 1l.000 (undicimila) euro a notte, senza nemmemo offerta omaggio di compagnia tuttofare per addolcire il conto di ospiti internazionali disposti, peraltro, a sganciarli senza fiatare?
L´ottimizzazione sarebbe fuori mira di questo passo, restando la grande assente nella problematica di Venezia. Citando a volo, grandi navi che vanno su e giù sotto il naso di San Marco, e gli fa fresco l´equilibrio di fondali e fondamenta calcolati ai tempi non motorizzati del remo e della vela; la non adozione di nuovi modelli di vaporetti con scafi, già progettati e rimasti "design," secondo la stampa britannica, che ridurrebbero il moto ondoso; il non rinnovamento di intonaci o colori su pareti lese dal mare e dall´incuria, per rifare il trucco a posti di forte richiamo turistico; una sistemazione diversa della selva di banchetti e bancarelle che intralciano rive e calli immortalati in collezioni fotografiche di tutto il mondo. 
Se c´è una città con diritto al "civic pride" (fierezza della propria città) si chiama Venezia. I veneziani non fanno l´impressione di accorgersene.
 

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