L'Argentina di origine italiana

09-05-2017 | Attualitá

Mattarella ai connazionali nel Coliseo: Qui è nata l’italianità

Tra Italia e Argentina “un rapporto unico al mondo”. Ha lodato l’esempio di accoglienza dell’Argentina, e il contributo dato dalla presenza italiana all’identità argentina. “Qui è stata custodita, sin dai momenti di crisi del processo unitario del Paese, la nostra identità.” L'Argentina è tra le prime cinque destinazioni dei giovani italiani che decidono di intraprendere percorsi di lavoro e studio fuori dal loro Paese natale.”

Nel quadro della sua visita in Argentina, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha incontrato ieri sera i rappresentanti della comunità italiana dell’Argentina nel Teatro Coliseo.

Un messaggio ricco di spunti e definizioni del Capo dello Stato che è stato applaudito e salutato con entusiasmo dai presenti.

Iniziando il suo discorso il Presidente Mattarella si è detto “felice di essere questa sera qui con voi” “ in questo magnifico teatro e di prendere la parola accanto alle bandiere argentina e italiana. È un'emozione per me e un'occasione importante potervi parlare questa sera dopo aver avuto un incontro con il Presidente Macri in un colloquio improntato alla grande amicizia che vi è tra Argentina e Italia, un'amicizia che è forse riduttivo definire tale: c'è un rapporto di fratellanza talmente intenso tra Argentina e Italia che il dialogo di questa mattina e i contatti che esistono tra i nostri due Paesi sono improntati al rapporto più intenso, stretto e collaborativo che si possa immaginare”. “Un rapporto unico al mondo.”

Parlando dell’emigrazione italiana verso questo Paese, Mattarella ha ricordato che l’Argentina “È il Paese che ha sollecitato, accolto e favorito l'arrivo di milioni di connazionali che, con coraggio, affrontarono le incognite e le angosce di lunghi viaggi nella speranza di trovare una vita migliore lontani dalla Madrepatria. Loro, i "pionieri dell'emigrazione", non sono più con noi, ma questo Paese accoglie i loro figli, i loro nipoti e i loro pronipoti. Con impegno e saggezza hanno saputo contribuire al divenire di un Paese al quale hanno offerto la loro piena lealtà.”

“L'identità argentina reca tracce di un legame insopprimibile, ben visibile in tutti gli aspetti della vita quotidiana, dalla cultura alla politica, dalla musica all'architettura, dalla gastronomia allo sport: un legame strettissimo con l'Italia!”, ha esclamato il Presidente della Repubblica.

“Sia il Presidente Macri che io questa mattina abbiamo sottolineato come un argentino in Italia e un italiano in Argentina si sentano sempre a casa, così come è in questa condizione, con questi elementi che stringono in comune i nostri due Paesi è ben presente il contributo che la cultura argentina - che segna in modo significativo quella del continente latinoamericano, in particolare del Cono Sur - ha recato al continente europeo, influenzando la vita dell'Italia e, con essa, di tanti Paesi europei. E' davvero difficile poter separare in questa terra le identità. Davvero, anche per coloro che non sono diretti discendenti di famiglie italiane è possibile parlare, qui, di "italici", ha detto Mattarella al Coliseo.

Parlando poi del “riconoscimento dell'opera instancabile di tanti italiani è la ricorrenza, sancita per legge, del "dia del inmigrante italiano", in una data molto simbolica, “il giorno seguente la Festa della Repubblica italiana, come a simboleggiare una continuità ideale fra Argentina e Italia, nel giorno anniversario della nascita di Manuel Belgrano, padre della Patria argentina e figlio di un italiano di Liguria.”

Dopo aver fatto presente che l'art.35 della Costituzione italiana richiama l'impegno alla tutela del lavoro degli italiani all'estero, il presidente italiano ha manifestato che “le questioni migratorie assumono nuovamente enorme rilevanza. I mezzi di comunicazione portano alla nostra attenzione immani tragedie, in cui i temi della solidarietà e della dignità della persona, si scontrano - prima ancora che con preoccupazioni legate alla sicurezza - con intolleranza, discriminazioni e diffusa incapacità di comprendere ciò che è in atto, ciò che sta accadendo nel mondo, di spostamenti e fenomeni epocali.”

“In questa situazione, in questa occasione, non possiamo che volgere lo sguardo all'esperienza che la terra argentina ha vissuto e alle vicende che hanno attraversato il nostro Paese, fin da prima dello stesso raggiungimento dell'Unità d'Italia” ha detto il Presidente parlando dell’emigrazione italiana anel secolo scorso che che definì “Un fiume in piena”,  circa 26 milioni di italiani tra il 1876 e il 1975.  “Una nazione fuori dalla nazione!”

“Ecco perché non c'è una sola storia d'Italia ma, accanto a quella del territorio nazionale, si è sviluppata una storia degli italiani: tante storie degli italiani, quante erano le comunità trapiantate all'estero.”
“La storia dell'emigrazione italiana è, prima ancora dell'Unità d'Italia, la storia unitaria del nostro popolo.”

“Ricordava, in modo puntuale, Ludovico Incisa di Camerana (che fu ambasciatore in Argentina, ndr), in un suo scritto, che prima ancora dell'Unità d'Italia, è all'estero che meridionali e settentrionali, sudditi di regimi diversi, si appropriarono, insieme, di una comune identità, quella italiana.”

“Non va smarrito il ricordo di storie di sofferenza e di privazioni cui tanti emigranti di allora vollero rispondere con coraggio, affrontando esperienze sconosciute e riuscendo a porre le basi di una nuova e solida condizione di vita.”

“Con coraggio e con lungimiranza: basti rammentare che, nel 1949, si trasferirono in Argentina ben 88 imprese italiane con i loro dipendenti, quasi un anticipo del processo di internazionalizzazione che ha caratterizzato le imprese italiane negli ultimi decenni, col passaggio dalla mera esportazione di beni ad un più penetrante rapporto tra economie.”

“Qui, possiamo ben dirlo, è nata l'italianità.”

“Prima ancora di essere cittadini del Regno d'Italia, gli emigranti provenienti dagli antichi Stati peninsulari preunitari si sono riconosciuti italiani a Buenos Aires, in istituzioni e organizzazioni comuni.”

“Qui è stata custodita, sin dai momenti di crisi del processo unitario del Paese, la nostra identità.”

“Anche per questo la Repubblica italiana è grata a questa terra e a voi che, con il vostro lavoro e con il vostro ingegno, avete reso il nome d'Italia apprezzato e considerato.”

“Noi guardiamo con riconoscenza e ammirazione all'Argentina, un Paese che ancora oggi, su basi e premesse naturalmente diverse da quelle di ieri, mantiene aperte le sue porte a coloro che sono alla ricerca di una alternativa di vita.”

“L'Argentina è tra le prime cinque destinazioni dei giovani italiani che decidono di intraprendere percorsi di lavoro e studio fuori dal loro Paese natale. Essi guardano alla vostra società con naturale interesse, per ragioni di affinità storica, culturale e linguistica. Si tratta di un ponte permanente tra i nostri due Paesi: valorizzare la presenza di questi giovani è una delle missioni prioritarie che le nostre Istituzioni in Argentina si sono prefissate. È in loro, infatti, che si rinnova la storia e si continua a costruire un futuro all'insegna dell'unione tra popoli.”

“Alla fine del XIX secolo Luigi Einaudi, primo presidente della Repubblica italiana, a conclusione di un viaggio in Sud America, notava come ogni aspetto della vita sociale e civile in Argentina fosse caratterizzato da chiari elementi di italianità.”

“Una caratteristica che con il tempo, non soltanto non si è smarrita, ma si è accentuata, e si avverte ancora oggi forte e presente in tutta la società argentina, indipendentemente dalle origini dei suoi cittadini.”

“Cari Connazionali,

Voi che rappresentate la Comunità italiana in Argentina, costituite una ricchezza per entrambi i nostri Paesi. La vostra presenza è portatrice dell'amicizia così forte, intensa e sempre crescente tra Argentina e Italia. Vi guidi quindi la consapevolezza del ruolo che svolgete alimentando il legame che saldamente unisce i nostri Paesi e che va incoraggiato, come stiamo facendo. Formazione, scambi di studenti e di esperienze, collaborazione tra imprese, attività culturali, studio della lingua: sono infiniti i campi di azione per chi voglia coltivare le proprie origini reinterpretandole in una chiave di modernità che è oggi imprescindibile. L'Italia fa affidamento su questo rapporto speciale che unisce due Paesi e due popoli - Argentina e Italia - e che unisce Europa e America Latina.”

“Cari connazionali,

La mia presenza qui e le tante missioni istituzionali che hanno avuto luogo negli ultimi mesi costituiscono la conferma di un rapporto che si rigenera e si rinnova continuamente, cercando sempre nuove e più moderne strade per svilupparsi.

Collaborazione tra Università, contatti tra piccole e medie imprese, presenza qualificata delle grandi realtà italiane, cooperazione scientifica e tecnologica, attività culturale intensa che vede nel nostro Istituto di Cultura e nello stesso teatro Coliseo due poli inesauribili di eventi: tutto ciò costituisce un ambito privilegiato di una opportunità che continua a rafforzarsi.

“Vorrei concludere con un ringraziamento particolare ai rappresentanti delle Associazioni, molte delle quali presenti qui oggi: in esse si specchia la storia dell'emigrazione e dell'Italia.”

“La loro attività ha dato continuità alla tradizioni e all'identità italiana, in Argentina come negli altri Paesi del Sud America.”

“E' una ricchezza da preservare, non solo nel ricordo del fondamentale ruolo svolto in passato, ma anche, e soprattutto, in chiave di rinnovamento, per il futuro: si tratta di un ruolo prezioso per le nuove generazioni e per vincere le sfide che un mondo, sempre più contemporaneo a se stesso, sempre in mutamento e rinnovamento, e sempre interconnesso, pone di fronte a noi. Sono sfide che dobbiamo affrontare con serenità e collaborazione per superarle.

Su questo piano, la comunità italiana d'Argentina, così ampia, così brillante e dinamica, sa dare l'esempio.

Viva l'Argentina, viva l'Italia!

 

Foto dal sito del Quirinale

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