L'Argentina di origine italiana

19-07-2017 | Attualitá

L’Ospedale Italiano ha presentato il libro che racconta la sua storia e le profonde trasformazioni degli ultimi dieci anni

Presentato dall’ex rettore dell’UBA Guillermo Jaim Etcheverry, “Un faro que marc a rumbos” alla presenza del ministro della Sanità dell’Argentina, Jorge Lemus, l’opera segue i percorsi durante i quali furono introdotti cambiamenti molto importanti negli aspetti assistenziali e di gestione, adoperata tecnologia di punta, unica nel Paese diventato un modello esemplare, studiato e riconosciuto a livello internazionale.

Un libro che racconta la storia dell’Ospedale Italiano, è stata presentata ieri pomeriggio nella sede del prestigioso nosocomio. “Un faro che marca rumbos” (Un faro che illumina le rotte) è il titolo dell’opera che testimonia la lunga strada percorsa dall’Ospedale Italiano, dalla sua fondazione nel 1854, fino a diventare un punto di riferimento fondamentale nel complesso scenario della sanità in Argentina, raccontata dai suoi protagonisti.

Alla manifestazione hanno preso parte il presidente dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires, ing. Franco Livini; il direttore medico dell’Ospedale, dott. Atilio Miges; il ministro della Sanità dell’Argentina, Prof. Dott. Jorge Lemus; l’ex rettore dell’Università di Buenos Aires, Prof. Dott. Guillermo Jaim Etcheverry, esponenti del governo nazionale, di quello della Città autonoma di Buenos Aires, dell’Ambasciata d’Italia e della comunità italiana; consiglieri del Direttivo dell’Ospedale e della Società Italiana di Beneficenza in Buenos Aires, rappresentanti del mondo accademico e di quello della medicina.

 Nel suo saluto l’ing. Livini ha ringraziato per la loro presenza gli autori del libro e le autorità, in particolare del “Ministro de Salud de la Nación”, interpretando la sua presenza come riconoscimento del contributo che l’Ospedale Italiano ha dato all’Argentina e alla medicina nel Paese, lungo i suoi 164 anni di vita. “Mantenendo la fedeltà ai calori che ispirarono la sua fondazione - ha detto Livini - abbiamo sentito la evidente e ferma  necessità di una innovazione, di una trasformazione che è stata ottenuta con un cambiamento concettuale della struttura di direzione, di potenziamento del progetto strategico-medico con un marcato accento accademico e adoperando un moderna gestione professionale allo scopo di assicurare la sostenibilità del progetto medico”.

Da parte sua il dott. Migues ha passato in rassegna le tappe attraversate dall’Ospedale Italiano, sottolineando l’insediamento dell’ing. Livini come presidente del Consiglio Direttivo, che portò ad un ciclo moto positivo di trasformazioni nell’organizzazione del policlinico.

Nel presentare il libro, il dott. Jaim Etcheverry ha manifestato che si tratta di una testimonianza di quanto è avvenuto negli ultimi anni che “consente di tornare alle fonti, all’origine, e pur in presenza di un’altra tecnologia, di un’altra struttura, con gli stessi valori sui quali venne fondato l’Ospedale Italiano nel 1853”. Etcheverry ha sottolineato che furono introdotti cambiamenti molto importanti negli aspetti assistenziali e di gestione, che è stato adoperata tecnologia di punta, unica nel Paese e che l’Ospedale Italiano è un caso esemplare, studiato e riconosciuto a livello internazionale. Ha concluso ribadendo quanto esprime il titolo del libro, e cioè, che l’Ospedale Italiano ha segnato e continua a illuminare le strade della medicina argentina.

 

La storia, il libro

“Un faro que marca rumbos” rispecchia la ricca storia dell’Ospedale Italiano cominciata nel 1853. L’assistenza, la docenza e la ricerca sono a tutt’oggi i pilastri fondamentali stabiliti dai fondatori che oggi, a oltre un secolo e mezzo dalla fondazione, continuano a sostenere il successo e il prestigio del nosocomio.

Lungo i 164 anni ha accompagnato lo sviluppo dell’Argentina, espandendosi vigorosamente fino a diventare una urbe palpitante alla quale ogni giorno entrano  circa 40.000 persone in cerca di orientamento, cure, assistenza e trattamenti alle loro affezioni. Nelle sue camere, ambulatori , sale di immagini e sale operatorie, lavorano 3.100 medici, si ricevono oltre 3 milioni di consulte mediche all’anno, vengono realizzati 51.000 interventi chirurgici, e anche  interventi di alta complessità, mentre vengono formati gli specialisti del futuro.

Nello scenario sempre più complesso del mondo della sanità, l’Ospedale Italiano di Buenos Aires ha saputo reinventarsi, superare complesse situazioni comuni ad altri centri di salute, introducendo cambiamenti accelerati nei piani accademici e della gestione, ha costruito nuovi e moderni edifici, ha adoperato tecnologia di ultima generazione, mantenendo inoltre una struttura economico-finanziaria di evidiabile salute. In altre parole, è diventato un leading case la cui storia viene raccontata dal libro. 

 

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