L'Argentina di origine italiana

09-11-2017 | Attualitá

LA STATUA DI COLOMBO RIMESSA IN CIMA AL SUO MONUMENTO

Dopo oltre quattro anni da quando il governo di Cristina Fernández de Kirchner annunciò l’intenzione di rimuovere il monumento donato dalla collettività italiana cento anni fa, e l’umiliante operazione per smontarlo e portarlo via dal Parco Colón, ieri l’opera dello scultore fiorentino Arnaldo Zocchi ha cominciato a ricuperare il suo maestoso aspetto originale quando è stata collocata la statua che raffigura il Grande Navigatore Genovese, è stata collocata in cima al piedistallo. Emozione tra i dirigenti della collettività che da quattro anni sono impegnati nella difesa del monume

“Missione compiuta!” La statua di Cristoforo Colombo martedì pomeriggio è stata rimessa in alto al piedistallo del monumento realizzato da Arnaldo Zocchi e donato dalla collettività all’Argentina un secolo fa. L’opera era stata tolta due anni fa dal Parco Colon, dietro alla Casa Rosada per decisione dell’allora presidente Cristina Fernández de Kirchner. Gli oltre duecento pezzi furono portati nel molo “Puerto Argentino”, di fronte all’Aeroparque Jorge Newbery dove ieri, quasi a conclusione delle opere di restauro e riassemblaggio, è stata riposta la statua del Grande Navigatore Genovese in cima al monumento.

Finalmente “Colón de pie!”, hanno manifestato i dirigenti della collettività presenti all’evento che può ben definirsi “storico”. Il presidente della FEDIBA e del COMITES di Buenos Aires, Dario Signorini; il segretario della Federazione,  José Stracquadaini; i consiglieri del COMITES Juan Balestretti, Aldo Caretti, Antonio Groppa e Mario Milano; l’architetto Augusto Vettore, autore del progetto del Museo dell’Italianità e Marco Basti, direttore della TRIBUNA ITALIANA e vicepresidente di FEDIBA.

Con loro anche il capo dell’Ufficio Sociale e di coordinamento consolare dell’Ambasciata d’Italia, dott. Omar Appolloni.

Presenti inoltre funzionari della Segreteria generale della Presidenza della Nazione, che fin dall’inizio ha avuto la responsabilità dello spostamento, restauro e riassemblaggio del monumento a Colombo.

Poco prima dell’inizio dei lavori, sono arrivati Maria Teresa Anchorena, presidente del Comitato Nazionale di Monumenti, Luoghi e Beni Storici e l’avv. Claudio Savoia, legale di un gruppo di sei associazioni italiane che ha tentato senza successo le vie legali per riportare il monumento alla precedente postazione, dietro alla Casa Rosada.

Il Parco Colon, luogo della disputa tra la collettività italiana e l’ex presidente Cristina Fernández de Kirchner, che ha voluto togliere il monumento a Colombo per metterci uno dedicato a Juana Azurduy, non accoglierà più l’opera di Zocchi, come non ospita più la statua della donna soldato donata dalla Bolivia, spostata a sua volta di fronte al CCK, perché il Governo della Città di Buenos Aires occuperà buona parte dello spazio dell’antica piazza con una nuova traccia viaria. 

Lo stesso Savoia ha riconosciuto la sconfitta, quando ha chiesto che il monumento sia trattato con rispetto, dopo aver ammesso che ha trovato la sua sistemazione definitiva nel molo “Puerto Argentino”, “per volere di Dio e delle autorità”.

“Oltre all’orgoglio e alla felicità che proviamo nel vedere un’altra volta in piedi il monumento a Colombo – ha detto l’avv. Signorini, presidente di FEDIBA - vogliamo che questo posto diventi un luogo rappresentativo della cultura italiana in una zona della Città come la “Costanera Norte” che continuerà a crescere e ad acquisire maggiore importanza per gli abitanti di Buenos Aires. La comunità ha un progetto in questo senso, che prevede di donare un museo, l’anfiteatro e un ponte ispirato al Ponte di Rialto in Venezia, per unire la piazza dove ora si trova il monumento, con l’aeroporto che si trova qui di fronte.”

La proposta della collettività organizzata dovrà fare i conti con un progetto del Comune, di creare zone di svago all’aria aperta di fronte al fiume, come parte della sua politica di aprire la città al “rio de la Plata”, ma c’è la disponibilità delle autorità della Città al dialogo.

Lo ha assicurato il Vicecapo del Governo della Città di Buenos Aires e presidente della “Legislatura Porteña”, Diego Santilli, quando mercoledì mattina ha voluto vedere il monumento accompagnato da esponenti della collettività italiana e da esponenti del  Governo della Città di Buenos Aires

Santilli ha detto che la conclusione delle opere per ripristinare il monumento a Colombo sono una piccola riparazione storica per la collettività italiana e ha detto di essere molto soddisfatto per tre ragioni. La prima perché si ripara un torto subito dalla collettività e dalla nostra storia, della quale Colombo è protagonista; la seconda perché come discendente di italiani di Lucca e di Carrara, ha vissuto la vicenda anche sul piano personale. La terza, perché il posto dove è stato collocato il monumento, è una zona che diventerà uno spazio pubblico importante per la città, pensato specialmente per i giovani e chiamata ad un grande sviluppo, ragion per cui il monumento avrà una maggiore visibilità e potrà essere ammirato da più gente. Santilli ha detto inoltre che continuerà il dialogo con la collettività italiana, quando gli abbiamo chiesto sul progetto presentato da FEDIBA e COMITES.

Il vento, la pioggia, il cielo buio, non sono riusciti a oscurare la soddisfazione che hanno provato i presenti quando hanno visto la mole della statua che raffigura Cristoforo Colombo, essere depositata da una altissima gru, in alto al piedistallo del monumento che in totale è alto 26 metri e del peso di oltre 600 tonnellate.

“Colón de pie”, “Colombo in piedi”, ora è una realtà.

 

Nella fotografia da sinistra, Marco Basti, vicepresidente di FEDIBA e direttore della TRIBUNA ITALIANA; Augusto Vettore autore del progetto del Mueso dell’Italianità;  Adrián Varela, Direttore Generale di Collettività del Governo della Città; Pamela Malewicz, sottosegretario per i Diritti Umani del Governo della Città; Aldo Caretti, vicetesoriere del ComItEs di Buenos Aires; Diego Santilli, Vicecapo del Governo della Città; José Stracquadaini, segretario generale di FEDIBA; Dario Signorini, presidente di FEDIBA e del ComItEs di Buenos Aires; Juan Balestretti, consigliere del ComItEs e Direttore della “Defensoría del Pueblo” della Città e Antonio Groppa, consigliere del ComItEs di Buenos Aires.

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