L'Argentina di origine italiana

30-04-2017 | Attualitá

Baricco, Moretti, Veltroni. Tre simboli della cultura italiana insieme a Buenos Aires

Lo scrittore, il regista e l'ex sindaco di Roma passato al campo della cultura, protagonisti alla Fiera del Libro e al Buenos Aires Festival Internazionale di Cinema Indpendente, a conferma del grande interesse sempre vivo in Argentina per la cultura italiana. di DURANTE

Non sono certo la stessa cosa e non significano lo stesso. Nemmeno clona l’uno il messaggio dell’altro. Ma tutti e tre insieme nello stesso momento a Buenos Aires, mentre l’Ambasciata rilanciava il rinnovato teatro Coliseo e mentre si attendeva la visita ufficiale del Presidente della Repubblica, ha voluto certo dire qualcosa. Che sia stato casuale? Può darsi, ma questo non vuol dir, come diceva una vecchia canzone. E’ stato, in ogni caso, un momento certo felice, come da anni non ci capitava di  poter sottolineare.

Sottolineare e al tempo stesso illuderci e pensare –perchè no?- che la cultura italiana qui rimane ancora di casa  e quando non è così -diciamo tutta la verità- si nota. Lo notiamo e ce ne lamentiamo. E sia chiaro che non si tratta di una “queja” della cosiddetta collettività, ma di una mancanza  che si nota in molti livelli, anche oltre la cosiddetta...

O non sentite le lamentele di tutti per il periodo in cui il cinema italiano s’è eclissato? Non vedete come –in mancanza d’altro- quanta gente si rifugia in certe serie della RAI appena appena se ne ha notizia? Il commissario Montalbano non è Gassman e “Il Sorpasso” –con un anno di prima visione- non si ripete. Ma ne parla mezzo mondo lo stesso, come nei lontani  anni Sessanta: qui, proprio come in Italia. E i libri di Eco e quelli di Camilleri, che popolano le vetrine appena escono in spagnolo? E il prolungato lutto della stampa locale  alla morte del venerato  Sartori?

Insomma, ci sembra che l’ambiente propizio ci sia, anche quando si ha sulle spalle -speriamo, presto, solo “dietro le spalle”- la funesta stagione del monumento a Colombo disarmato e tolto di mezzo.  

Il clima c’è e la presenza di tre figure come Veltroni, Baricco e Moretti lo conferma. Lo scrittore che viene dalla politica e avanza nel cinema, Veltroni, il suo messaggio civile e democratico l’ha portato e l’opinione pubblica l’ha ben raccolto, provando che l’Italia rimane nel pensiero di questo  mondo che ci sta attorno, pur tra le sue  non indifferenti difficoltà. Moretti ha mosso folle con mille domande alla ricerca di risposte e Baricco ha confermato di averlo capito da tempo, se  propone una sua  scuola  di moderna cultura in Argentina dove libri suoi come “Seta”, per esempio, hanno fatto già storia.

La Fiera del Libro, il BAFICI –s’è visto- possono essere terreno fertile e propizio. L’Ambasciata, l’Istituto di Cultura nel loro impegno istituzionale di assistenza e di anello di congiunzione  sono  più presenti d’altri momenti? Parrebbe di sì. E si nota. C’è richiesta di Italia? In Argentina non manca mai e tendere le mani, accorrere a collaborare e a sentire  come propri i probelmi di una società che ci somiglia tanto non è davvero di troppo. Nemmeno quando –sarà un caso- si accorre in tre alla volta...

Nella foto del sito dell'Ambasciata, Walter Veltroni durante l'incontro col pubblico alla Fiera del Libro.

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