L'Argentina di origine italiana

06-10-2017 | Attualitá

1200 persone nella Grande Riunione di italiani e spagnoli dell’Argentina

Milleduecento persone hanno preso parte alla “Grande Riunione”, organizzata dalle collettività italiana e spagnola per celebrare il contributo dato dalle due grandi correnti migratorie europee alla costruzione dell’Argentina. Ma anche come gesto simbolico di unità, in una società argentina, della quale italiani e spagnoli e i loro discendenti sono parte sostanziale, ancora oggi divisa specialmente per questioni politiche.

In questo senso è da lamentare l’assenza di autorità argentine di rilievo (presenti soltanto rappresentanti della “Dirección de Migraciones” e della segreteria dei Dirittu Umani).

Massima invece la rappresentanza delle autorità diplomatiche e consolari italiane e spagnole. L’ambasciatore d’Italia, Teresa Castaldo, che sta per chiudere la sua missione in Argentina, prima di recarsi in Francia, dove si insedierà nell’ambasciata italiana a Parigi, il console generale d’Italia in Buenos Aires, Riccardo Smimmo, il consigliere per gli Affari sociali e consolari dell’Ambasciata Omar Appolloni e l’addetto per la Difesa gen. Eugenio Martis, hanno voluto prendere parte a questo evento nel quale, secondo quanto è trapelato, la proporzione tra italiani e spagnoli era di sei a quattro. Presenti anche le autorità diplomatiche spagnole, con a capo il nuovo ambasciatore del Regno, Javier Sandomingo Núñez. Anche i deputati italiani residenti in Argentina, Ricardo Merlo e Mario Borghese hanno partecipato alla Grande Riunione. Organizzatori dell’evento Dario Signorini, presidente di FEDIBA e Benito Blanco Alvarez, dirigente della comunità spagnola e ideatore dell’iniziativa. Tipica riunione sociale delle nostre collettività, la “Gran Reunión” che ha avuto luogo nella sede del Centro Galicia di Buenos Aireas, è stata allietata da artisti italiani, spagnoli e argentini.     

 

Circa 1200 persone hanno occupato gli oltre cento tavoli allestiti nella grande palestra del “Centro Galicia” di Buenos Aires per partecipare alla “Gran Reunión”,  la festa domenicale delle famiglie miste italiane, spagnole, argentine, organizzata dalle due grandi collettività europee, pilari della società e della cultura argentina  grazie ai numeri e alla qualità del contributo dato da tre milioni di italiani e un milione di spagnoli, emigrati lungo  un secolo in Argentina.

La festa, iniziativa dell’imprenditore spagnolo Benito Blanco Alvarez che ha così visto realizzarsi un sogno che aveva da tempo, è stata organizzata dalla Federazione di Società Spagnole dell’Argentina e dalla Federazione delle Associazioni Italiane della Circoscrizione consolare di Buenos Aires (FEDIBA) il cui presidente, Dario Signorini, oltre ad essere stato un entusiasta promotore e responsabile dell’iniziativa, ha raccolto gli elogi e i ringraziamenti dell’ambasciatore Teresa Castaldo, presente all’appuntamento con buona parte dello staff dell’Ambasciata, dall’on. Ricardo Merlo e dallo stesso Benito Blanco, che gli ha dato atto del suo impegno e capacità.

Una festa di famiglie, alla quale hanno preso parte tanti italiani sposati con spagnole o argentini di origine spagnola, sposati con discendenti di italiani. E’ la miscela classica con la quale è stata costruita la società argentina. Una società e un paese, che sono un esempio di accoglienza, in un mondo in cui sono tante le porte che si chiudono ai migranti. Una caratteristica dell’Argetnina sottolineata specialmente dagli ambasciatori.

Senza dimenticare però il determinante contributo dato dagli immigrati all’Argentina. “L’Argentina ha fatto tanto per voi, ha detto l’ambasciatore Núñez, ma anche voi avete fatto tanto per l’Argentina e tale contributo va ricordat e sottolineato. O, come ha detto l’on. Ricardo Merlo nel suo saluto, “i nostri nonni e genitori sono venuti in Argentina per lavorare, non per chiedere “Planes Trabajar”“ (i sussidi di disoccupazione).

Un contributo, come ha ricordato anche Dario Signorini, fatto di lavoro, di famiglia e di valori profondi illuminati dalla fede cristiana, a cominciare dalla solidarietà. Signorini ha sorttolieato inoltre la volontà degli organizzatori di mettere in evidenza, appunto, i valori democratici coi quali sessant’ani fa fu costruita l’Unione europea e l’ingresso della FEDIBA al Club Europeo di Buenos Aires, a partire dalla condivisione di quei valori.

Una festa allietata da Paolo Martini, dai Gavilanes de España, dal gruppo folkloristico del Centro Galicia e dall’applauditissimo Gruppo Folkloristico Italiano.

                    

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