Comunicato del Patronato Acli Argentina sul pagamento delle pensioni INPS

Il Patronato Acli Argentina denuncia l'incertezza che pesa sul sistema di pagamento delle pensioni dell'INPS in questo paese e offre alcuni consigli ai pensionati titolari di pensioni dell'ente previdenziale italiano.

In un comunicato il Patronato Acli dell'Argentina sostiene che ancora una volta i pensionati italiani residenti in Argentina sono vittime della disinformazione da parte degli organismi e delle istituzioni vincolate con la loro pensione. "Si torna a cambiare la Banca che paga le pensioni e questo genera problematiche le cui conseguenze colpiscono direttamente la qualitá della vita degli anziani coinvolti."

Il comunicato continua così:
Oramai é di dominio pubblico che dall’anno 2007 l’ICBP ha iniziato a realizzare il pagamento delle pensioni italiane. Qui in Argentina si è iniziato a canalizzare attraverso la Banca Itaù. Il comunicato ricorda che il cambio dell’ente bancario, in quel momento, provocò gravi disagi agli anziani che, alla loro età, dovettero iniziare a capire il cambio dai dollari ai pesos argentini, spostarsi nelle nuove sedi di pagamento e, tra le altre cose, costruire di nuovo un rapporto di fiducia con la Banca Itaù, Molti di questi pensionati hanno sofferto profondamente tale decisione che causarono, in alcuni casi, addirittura problemi di salute.

Ultimamente, dal 2010, molte di queste problematiche erano state superate e il pagamento della pensione stava iniziando ad accomodarsi. Pero viene nuovamente cambiata l’entità di pagamento in Italia. L’ICBP termina il suo contratto con l’INPS e pare che il nuovo ente vincitore sia il Citibank.

Abbiamo detto “pare” perché tale informazione non ci è giunta in forma chiara, precisa e in tempo; in realtá, fino ad ora, non sappiamo con esattezza quale sarà l’ente canalizzatore quí in Argentina. Rimarrà la Banca Itau? Sarà Western Union? Si realizzerà nelle stesse filiali di Citibank presenti in Argentina? La situazione non è ancora definitiva, però le ultime mensualità sono state percepite dai pensionati presso la Western Union.

Western Union non è in grado di gestire il pagamento delle pensioni italiane. Non ha le istallazioni necessarie per accogliere un pubblico tanto numeroso e non offre alcun tipo di riservatezza nel pagamento; non sa come funziona la previdenza sociale italiana, non riconosce le deleghe per riscuotere e paga solo ai titolari, quando una gran parte di loro non può nemmeno uscire di casa e si trovano impossibilitati a raggiungere le varie filiali.

L’importo della ricevuta é in euro, mentre il pagamento avviene in pesos o in dollari, non specificando il tipo di cambio applicato, il tutto a sfavore del pensionato.

Inoltre, alcune sedi stanno applicando una commissione che non gli corrisponde.

L’informazione che Western Union mette a disposizione riguardo le proprie filiali non è aggiornata. Sul sito web figuarano succursali che in realtá non esistono. In alcune delle sedi il personale richiede ai pensionati di completare un formulario per diventare socio e gli consegnano una tessera. Gli impiegati avvisano che è necessario per realizzare il trasferimento del pagamento, quando in realtà non è così.

Che fare per facilitare questo passaggio?

Attualmente, il Patronato ACLI sta inviando all’ICBP il certificato di esistenaza in vita di tutti i pensionati per collaborare al fine di evitare problemi di disinformazione che causino ritardi e pregiudichino il pagamento della pensione al momento del cambio definitivo della banca.

Per questo, il pensionato deve portare a qualsiasi sede ACLI:
- Certificato di esistenza in vita
- Fotocopia della carta d’identità

Il Patronato completerà un formulario e invierà la documentazione all’ICBPI per posta e via email. Nel mese di novembre, secondo le utlime novitá, si effettuerà il cambiamento di banca. I pensionati riceveranno un formulario con la possibilità di indicare in quale succursale e banca e in che modo vorrebbero ricevere i soldi (sportello, conto corrente, nome della banca, moneta, ecc). E’ fondamentale che tutti i pensionati possiedano una carta d’identità valida (meno di 10 anni), o la carta d’identità del Mercosur, per il mese di novembre, in modo da evitare qualsiasi problema.