Un nuovo orizzonte per la collettività italiana dell’Argentina

Uno dei significati della parola "Risorse" ci dice: "Elementi che costituiscono la ricchezza o la potenza di una nazione". Quando nella 1ª Conferenza degli Italiani nel Mondo (Roma, Dicembre 2000) si parlò della Collettività italiana all'Estero come una Risorsa, sarebbe stato opportuno approfondire di più questo concetto.

D'altra parte nella stessa Conferenza, Piero Bassetti, membro del Comitato Organizzatore e Presidente di "Globus et Locus", affermava testualmente:

"La Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo rappresenta una grande occasione per reinterpretare e valorizzare il ruolo che oltre 60 milioni di cittadini italiani discendenti di Italiani svolgono nel mondo.

Occorre prendere atto che, a distanza di oltre un secolo dall'inizio dei grandi flussi migratori della Penisola, non solo le comunità italiane si sono ormai stabilmente integrate nel tessuto sociale delle diverse realtà locali, ma sono anche, in buona misura, entrate a far parte delle élites dirigenti, economiche, sociali, politiche e culturali dei diversi continenti e Paesi. In questa nuova logica, ciascuno (Paese - Italia - comunità) deve essere considerato come risorsa per l'altro".

Il 27 Dicembre 2001, cioè dopo la Conferenza citata, fu approvata in Italia la Legge 459 (Legge Tremaglia) per la quale si concedeva il voto politico degli Italiani all'estero.

Questo fatto sembrava indicare un cambiamento nella politica estera italiana, che avrebbe trasformato in fatti concreti le declamazioni di apprezzamento riferite alle collettività italiane all'estero.

A dire il vero, la realtà della relazione tra la Collettività italiana dell'America del Sud e la madre Patria sembra essere rimasta quella di sempre; anzi, per motivi di bilancio, i fondi che l'Italia mette a disposizione sono stati diminuiti.

A questo punto, allora, conviene fare alcune riflessioni.

Secondo la lista elettorale per l'applicazione della legge alle elezioni realizzate nel 2006, nella Circoscrizione America del Sud furono abilitate più di 1.100.000 persone, delle quali 440.000 corrispondenti all'Argentina; una quantità cospicua, destinata ad aumentare nel futuro per l'incorporazione di nuovi cittadini che hanno terminato le rispettive pratiche, accumulate da tempo.

Il voto è un diritto dei cittadini, i quali formano appunto la Collettività italiana "di diritto", quella con cittadinanza, ma esiste un'altra collettività dei discendenti di italiani, "oriunda", che anche se con eventuale diritto di cittadinanza, per varie ragioni non ha realizzato l'iter burocratico per ottenerla. Le due collettività formano la Collettività italiana "grande".

Studi relativamente recenti hanno stimato che la Collettività italiana "grande" del Brasile raggiunge 31.000.000 persone e con Argentina, Venezuela e gli altri Paesi sudamericani si arriva a circa 57.000.000, cioè a un ordine di grandezza simile a quello della popolazione italiana. Inoltre, nel caso dell'Argentina, la collettività italiana "grande", costituisce la maggioranza della popolazione locale.

Questo contesto italiano nell'America del Sud non rappresenta un fatto minore e suggerisce la possibilità di una visione geopolitica complessa nei rapporti con l'Italia. In questo schema le caratteristiche delle relazioni assumono forme diverse in funzione della considerazione, da parte dell'Italia, della Collettività italiana "di diritto" o di quella "grande".

Per esempio; i programmi di assistenza ai cittadini indigenti, riguardano naturalmente solo la Collettività "di diritto"; mentre le parole espresse da Piero Bassetti sembrano puntare alla Collettività "grande".

Questa differenza è importante quando si tratta di analizzare le disponibilità delle risorse economiche che eventualmente mette a disposizione l'Italia.

Il binomio uomo-territorio è indissolubile. In questa relazione, pertanto, il territorio merita tanta attenzione quanto l'uomo. Questo concetto applicato alla collettività italiana significa che tutelare il territorio vuol dire anche tutelare la Collettività italiana ivi residente; infatti, la maggioranza dei problemi che minano il benessere della collettività, dipende dalle condizioni del territorio: sociali, politiche, economiche.

In realtà si tratta di incorporare all'analisi e all'azione esecutiva la complessità propria del contesto, formato da tutto ciò che si riferisce appunto all'ambito sociale, economico, politico, educativo, culturale e cosi via.

In particolare la relazione dell'Italia con la sua Collettività "grande" in Argentina si trasforma in una relazione tra Paese e Paese per la dimensione relativa di questa Collettività.

Dato che l'articolazione, le attitudini, le proposte della Collettività italiana dell'Argentina nei confronti dell'Italia non sembrano essere cambiate, neppure con la presenza in Italia di Parlamentari eletti nella Circoscrizione dell'America del Sud, con determinante presenza degli argentini, è necessario costruire un "Progetto strategico globale", una geopolitica italiana che guardi al Continente sudamericano come un territorio di grande futuro, dove l'Italia può costruire una presenza verso una integrazione e uno sviluppo economico e sociale di beneficio mutuo.

Quando le iniziative di vario tipo, prese dal Governo italiano e dalle Regioni, sono destinate alla Collettività "di diritto", queste assumono caratteristiche più che altro assistenziali; mentre quando il gruppo oggetto comprende tutta la popolazione si tratta di "Cooperazione tra i due Paesi".

In molte situazioni la relazione coinvolge la Collettività "grande". Questo porta a una definizione più appropriata della stessa Collettività "grande", trasformandola nella Collettività "di convenienza", per entrambi i Paesi.

Nel passato la Collettività italiana nell'America del Sud fu vista frequentemente come elemento passivo, che in generale reclamava assistenza sotto aspetti variegati.

Al contrario la Collettività italiana dell'America del Sud deve essere considerata come un gruppo attivo, senza che per questo motivo debbano essere eliminati o ridotti gli interventi assistenziali.

In questo possibile scenario sarebbe opportuno che le iniziative finanziate dall'Italia, sia dal Governo Centrale che dalle Regioni, rispondessero, in forma coordinata, a progetti geopolitici di Stato.

I "Progetti di Sviluppo economico e sociale del Territorio" si presentano come forme complesse di iniziative, impostate con punto di vista dall'Italia, per contribuire al suo stesso sviluppo, puntando specialmente alla partecipazione della piccola e media impresa, dondole in questo modo la possibilità di internazionalizzarsi. Gli interventi di "Formazione Professionale" e "l'utilizzazione della lingua italiana", insieme al "castellano", diverrebbero strumenti "naturali" dei Progetti di Sviluppo.

Un esempio di questo tipo di progetti è il "Progetto di Sviluppo economico e sociale del Territorio dei Bacini dei Fiumi patagonici Limay, Neuquén e Negro" (144.000 km2), proposto dall'EnAIP Argentina (ONG) attraverso un paziente e lungo iter, che in Italia, tra altri, ha ricevuto l'appoggio dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere, dell'EURISPES e recentemente il patrocinio dell'I.I.L.A. - Istituto Italo Latino Americano, in partnership con il Centro O.C.S.E. - L.E.E.D., di Trento.

In questa forma si potrebbe disegnare un NUOVO ORIZZONTE per la Collettività italiana "grande" dell'America del Sud, ma specialmente per quella dell'Argentina. Questo dipende da noi.

RAFFAELE ARIZIO
Presidente EnAIP Argentina ingrafael.arizio@gmail.com