De Sossi (FUSIE): Operazione un po’ vigliacchetta

“Tagliare ai più deboli, politicamente, per darlo ad altri, politicamente più forti, è un esempio eticamente non apprezzabile e dimostra insensibilità morale e politica.”

ROMA - Con l’approvazione da parte del Senato del decreto cosiddetto “milleproproghe” si è chiusa definitivamente , almeno per ora, la non edificante vicenda dei contributi pubblici all’editoria: si è ripristinato il diritto dei giornali no-profit, di cooperative e di partito; contemporaneamente, si è ridotto drasticamente il finanziamento per le radio tv locali (per gli abbonamenti alle agenzie) e per i giornali delle associazioni dei consumatori; e, soprattutto, per i quotidiani italiani editi all’estero e per le testate periodiche da e per gli italiani nel mondo. Siamo soddisfatti per la parte positiva: assicurare più occupazione e maggiore informazione, è opera meritoria e condivisibile. Siamo naturalmente sorpresi e indignati per l’operazione, un po’ vigliacchetta, che ha ridotto del 50% i contributi alla stampa italiana da e per l’estero: tagliare ai più deboli, politicamente, per darlo ad altri, politicamente più forti, è un esempio eticamente non apprezzabile e dimostra insensibilità morale e politica, disinvoltura giuridica, disconoscimento grave delle difficoltà enormi che si stanno creando alle aziende editoriali, molte delle quali a rischio di sopravvivenza. Abbiamo seguito con contatti costanti e continui l’impegno di molti parlamentari eletti all’estero, che hanno tentato invano di far capire la inaudita gravità di un intervento non meditato che può avere conseguenze negative serie sulla vita delle comunità italiane all’estero, nel momento in cui, per ragioni altre, si sta sviluppando in Italia un dibattito sul voto all’estero che può andare oltre le tecniche e le procedure elettorali.

Diamo atto del loro onesto e generoso impegno; prendiamo atto, però, senza nulla togliere alla convinta stima personale, della loro quasi irrilevanza politica nel momento in cui decidono governo, segreterie politiche e presidenze dei gruppi. Un possibile, e da noi pressantemente richiesto, ripensamento - ripristino delle somme “scippate” - sembrerebbe garantito sia dall’accoglimento dell’ordine del giorno formalmente presentato al Senato sia da un concordante impegno alla Camera. Noi aspettiamo fiduciosamente; ma siamo pronti a cercare con la Federazione nazionale della Stampa - che già autorevolmente si è molto impegnata -, le altre associazioni di categoria e tutte le rappresentanze dell’editoria minore, forme di protesta ed iniziative politiche a sostegno di un’informazione libera, garantita, non discriminata, senza privilegi.

La Fusie, consapevolmente, porrà al prossimo congresso, prevedibile per fine aprile a Roma, tutta la problematica dell’informazione italiana all’estero: con il rinnovo della dirigenza, difesa delle testate, rispetto delle regole, criteri chiari, trasparenza e rapidità delle procedure, riconoscimento di ruolo, apertura alle nuove forme di comunicazione, solidarietà e collegamento con le altre rappresentanze nazionali dell’editoria. Sarà un’occasione importante per un dibattito aperto, con la partecipazione di tutte le componenti politiche , professionali e del mondo dell’emigrazione.

DOMENICO DE SOSSI
Presidente della FUSIE, Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero