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Per salvare i giornali dei partiti riducono del 50% i contributi ai giornali italiani all’estero
De Sossi (FUSIE): Operazione un po’ vigliacchetta
I miseri due milioni di euro, da distribuire fra circa 150 testate italiane edite all’estero o edite in Italia per essere maggiormente distribuite all’estero, tornano ai valori di dieci anni fa e ridiventano un milione.
Infatti, la maggioranza alla Camera e al Senato, ha deciso che è necessario fare economia per salvare l’Italia, risparmiando un milione sui contributi ai giornali italiani all’estero. La decisione è stata presa in sede di conversione del decreto legge milleproroghe.
Una “saggia decisione” presa per affrontare la crisi, dalla quale però, sono stati risparmiati - guarda caso - i giornali dei partiti. Infatti anche se in un prmo momento erano dstati cancellati anche i contributi alle testate dei partiti, la politica si è data da fare per salvar i contributi a gli organi delle forze politiche, trovando i fondi (svariati milioni) per continuare a sostenerli.
La misura è stata fortemete criticata dalla Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero (FUSIE) (leggi commento del suo presidente Domenica De Sossi), dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e da quasi tutti i parlamentari italiani eletti all’estero.
“Sono a rischio l’occupazione di molti addetti; sono limitate le possibilità di informazione e di dialogo con le comunità italiane; sono ridotte inesorabilmente le condizioni di sviluppo e di incidenza della lingua e della cultura italiane nel mondo.”
“Con questa normativa, inoltre, continueranno ad essere perpetrate discriminazioni irragionevoli nei confronti della stampa italiana all’estero, con il sospetto, oggi, anche di qualche odiosa forma di baratto politico.”
Per oggi, la Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) ha convocato una riunione urgente nella propria sede con i rappresentanti sindacali dell'emittenza locale e della stampa italiana all'estero colpiti dai nuovi tagli finanziari del Governo. All'incontro, al quale sono stati invitati i cdr dei giornali di partito, di idee, cooperativi e di minoranze linguistiche e le forze sociali interessati alla battaglia per una definitiva e improcrastinabile riforma dell'editoria, saranno presenti il Segretario generale ed il Presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale.
'Non possiamo risolvere il problema del finanziamento ai giornali no-profit ai danni della stampa per gli italiani all'estero e del sistema delle radio private diffuse sul territorio''. A dichiaralo sono i deputati del PD eletti nella Circoscrizione estero -Narducci, Bucchino, Farina, Fedi, Garavini e Porta- in seguito alla bocciatura dell'emendamento del PD e sottoscritto da tutti i deputati del PD eletti all'estero e dall'on. Aldo Di Biagio della PDL, mentre gli altri eletti all'estero della PDL si sono astenuti.
''Tale emendamento era teso a ripristinare i fondi per la stampa italiana all'estero che il Governo aveva eliminato dalle provvidenze per l'editoria in occasione del ripristino del finanziamento pubblico per 80 giornali di cooperative, associazioni non-profit, gruppi politici e minoranze linguistiche'' spiega Narducci.
Durissima protesta dell’on. Ricardo Merlo per “l’improvvida scelta del governo di tagliare i fondi per i giornali editi all’estero”. “Con l’approvazione alla Camera del decreto Milleproroghe sui fondi per l'editoria - ha spiegato il deputato italosudamericano - i contributi che finora hanno consentito la stoica sopravvivenza della stampa italiana all’estero, sono stati ridotti del 50%. Condivido il pensiero di Franco Siddi, segretario nazionale della Fnsi, che riconosce che non si può far fronte al giusto ripristino di contributi per i giornali (e le emittenti) di partito, quelli editi in cooperativa e altri 'beneficiati tradizionali', facendo soffrire <<....settori deboli ma significativi come la stampa per gli italiani all'estero, schiacciati come veri e propri vasi di coccio>>.
"Il Governo Berlusconi - prosegue l'on. Merlo- conferma, una volta in più, una chiara e costante politica distante e disinteressata alle problematiche degli italiani all’estero. Dopo i tagli del 60% ai fondi per l’assistenza sociale e per la promozione della cultura e lingua italiana all’estero, arriva adesso il “decreto milleproroghe”, approvato dalla Camera, che rischia seriamente di causare il definitivo tracollo dell'intero settore, già pesantemente messo a dura prova, innescando seri problemi di occupazione, causando la perdita di numerosi posti di lavoro".

